Governo, Carfagna: «Draghi sarebbe una straordinaria opportunità»

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di Barbara Jerkov

Presidente Carfagna, dunque il centrodestra è riuscito a salire unito al Colle. E Meloni è riuscita a imporre la richiesta di elezioni a Mattarella. Se non si vota, però, ogni scenario è aperto o sbaglio?
«Vedremo. In questa fase si è preferito privilegiare le ragioni dell'unità interna, la richiesta di elezioni forse era l'unica possibile davanti alla blindatura di Conte. Ma, qualora lo schema cambiasse, spero che l'incarico esplorativo dia il tempo e l'opportunità di maturare risposte più concrete e alte all'emergenza che il Paese vive. Come ha ricordato opportunamente il presidente Mattarella, centinaia di persone perdono la vita ogni giorno, mentre imprese, botteghe, negozi sono costretti a chiudere e le famiglie fanno sempre più fatica ad andare avanti. Di fronte a tutto ciò, i partiti di centrodestra non possono restare spettatori».

Il centrodestra dice mai con il Conte ter. Ma elezioni a parte, qual è l'alternativa?
«Il partito di maggioranza relativa è il M5S, loro hanno espresso Conte, a loro toccherebbe un atto di coraggio per il bene del Paese. Avrebbero una straordinaria opportunità: dare all'Italia un esecutivo di prim'ordine e invece insistono con la terza edizione di un governicchio. Ammettano che quell'esperienza è finita e che l'emergenza richiede un'azione condivisa, ben al di là dei risicati confini della vecchia maggioranza, che solo una premiership di maggior livello potrebbe promuovere».


Anche Renzi ha evocato esplicitamente l'alternativa di un governo istituzionale, arrivando a fare il nome di Draghi nella conferenza stampa al Quirinale. Anche la sua idea di governo istituzionale vede un Draghi magari al Tesoro modello Ciampi?
«Non mi piace la lotteria dei nomi, e penso che sia anche scorretta nei confronti del Presidente Mattarella. Nel caso si facesse strada l'ipotesi, toccherà a lui scegliere la personalità più adatta. Certo, Mario Draghi rappresenta una straordinaria opportunità per il nostro Paese».


Il leader di Italia viva ha un canale diretto con Salvini che, a quanto pare, è riuscito a stoppare la creazione del gruppo dei responsabili contiani. E' capitato anche a lei di sentirlo per ragionare sul dopo Conte?
«Non ho partecipato al teatrino dei responsabili e non intendo parteciparvi».

Non teme che l'unità del centrodestra che finora ha tenuto, nonostante tutte le diversità, potrebbe non sopravvivere a un governo istituzionale? O non sarà che al contrario è proprio quello che lei si augura?
«Credo il contrario, e cioè che la scelta di accodarsi senza se e senza ma alle decisioni di uno dei partner potrebbe minare sia l'unità di FI sia la compattezza della coalizione. In Forza Italia, ma anche nella Lega, c'è molta perplessità per la scelta di tenere in frigorifero i voti e la forza parlamentare del centrodestra».

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Se parliamo di una maggioranza Ursula, FI è un socio fondatore naturale. Ma vorrebbe dire chiudere definitivamente con Lega e FdI?
«Ricordo che il leader della Lega ha fatto, solo un paio di anni fa, un accordo di governo col M5S. E che Forza Italia, a suo tempo, scelse il patto del Nazareno. I rapporti con i partner non si sono mai chiusi, sui territori si sono mantenute le alleanze, non è caduto il mondo».

In queste settimane è andato in scena uno psicodramma di fughe, o timori di fughe, da FI verso il gruppo contiano. Non proprio un segnale di solidità da parte di quello che era il partito-perno della coalizione. C'è un problema di leadership o cosa?
«Aspettiamo la chiusura della crisi, poi ne riparliamo. Io spero ancora che i liberali e i moderati ritrovino un ruolo protagonista, come è nella loro natura popolare e patriottica, in questo passaggio cruciale per la vita dei cittadini. Il tempo ancora c'è, a quanto pare, mi auguro che sia utilizzato al meglio».


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Gennaio 2021, 09:37
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