Berlusconi va da Vespa e firma
un nuovo contratto con gli italiani

Berlusconi da Vespa firma un nuovo «impegno con gli italiani» 17 anni dopo il primo contratto

Giura di avere un nome pronto e che lo rivelerà al momento opportuno, sicuramente «prima delle elezioni e con l'autorizzazione dell'interessato». Silvio Berlusconi dal salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta prova a rassicurare sull'ipotesi che in caso di vittoria del centrodestra e con Forza Italia primo partito della coalizione, non ci sia un nome pronto per palazzo Chigi. L'ex premier non sembra preoccupato dal fatto che Matteo Salvini e Giorgia Meloni siano direttamente in corsa per la premiership, anzi, fa sapere di avere una carta segreta. In realtà un candidato il leader azzurro già lo ha messo in campo: si tratta di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo e tra i fondatori di Fi nel 1994.

Che il Cavaliere veda in Tajani l'uomo adatto a sedere sulla poltrona di palazzo Chigi non è un mistero, tant'è che a nessuno è sfuggito l'attivismo del numero uno dell'Europarlamento, a fianco proprio del Cavaliere in diverse iniziative elettorali quando non ne è Tajani stesso protagonista. L'ipotesi che uno dei nomi storici di Forza Italia possa guidare il futuro governo non fa fare i salti di gioia agli alleati. Certo sia Salvini che Meloni sono d'accordo nel ribadire che il partito che arriverà primo avrà la possibilità di esprimere il presidente del Consiglio, ma Tajani rappresenta per alcuni versi un tipo di governo lontano dai desiderata dei due partiti. Basti pensare al rapporto con l'Europa per capirne le distanze.

Il Cavaliere non sembra nutrire dubbi sul fatto che sarà il suo partito a indicare il premier e vede per sè stesso il ruolo di regista vicino al neo capo del governo. L'annuncio lo fa nel corso della registrazione di Porta a Porta firmando a 17 anni di distanza (la prima vota fu nel 2001) un nuovo «impegno con gli italiani». Stessa scrivania e location con una sola differenza, osserva proprio il capo di Fi: «Ho rivisto le immagini di allora e devo dire che ho più capelli adesso di 17 anni fa». E proprio nel nuovo contratto, il Cavaliere fa capire quale sarà il suo compito: coadiuvare il presidente del Consiglio nel «creare nuovi posti di lavoro». Per Berlusconi l'emergenza occupazione è la priorità e la promessa è quella di «portare il tasso di disoccupazione entro la fine della legislatura sotto la media europea».

La ricetta del governo prevede anche «pensione di mille euro alle mamme» e flat tax con una sorta di sanatoria per tutti i contenziosi previsti dal precedente sistema: «È ovvio che se si cambia sistema - dice - vanno risolti i contenziosi con lo Stato. Noi prevediamo una cifra che va bene sia ai contribuenti che allo Stato con un'entrata pari a 10 miliardi di euro».

Infine l'ex capo del governo è fermo su un ultimo punto. Nel caso il centrodestra non raggiunga la maggioranza, l'unica strada è quella del ritorno al voto «in tempi rapidi e con la stessa legge elettorale». Per Berlusconi è impossibile fare intesa con «una sinistra che ha portato il Paese in questa grave situazione». Ecco perchè Berlusconi torna a bocciare la manifestazione anti inciucio della Meloni: «Siamo alleati dobbiamo avere fiducia. Io mi fido di loro che hanno sottoscritto il programma. Come si può pensare che tradiamo il patto con gli elettori?». 


Poi rilancia ancora una volta il Ponte sulla stretto. «Se non vogliamo che il Paese sia fermo dobbiamo mettere mano alla costruzione di nuove attrezzature. La situazione della Sicilia è in agonia, se non la si prende in mano con enorme decisione da parte del governo regionale e nazionale, a partire dalla costruzione del Ponte e poi con un piano Marshall di diversi miliardi l'anno per la Sicilia».
Mercoledì 14 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 15-02-2018 09:03
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