Camminare tra gli specchi e i vetri, seguendo la luce. È quanto accade nella

Camminare tra gli specchi e i vetri, seguendo la luce. È quanto accade nella mostra antologica Light Project di Nanda Vigo da oggi ospitata a Palazzo Reale.
Milanese, classe 1936 (studi a Losanna), dapprima lavora come architetto negli Stati Uniti, poi torna a Milano, dialoga con il Gruppo Zero e diventa amica di Lucio Fontana, con cui collabora per progetti di installazione ambientale. Nella mostra, promossa con il Comune e l'Archivio Fernanda Vigo, curata da Marco Meneguzzo, catalogo Silvana editoriale, ottanta opere dispiegano la creatitivà dell'artista, che si fonda tutta sul gioco e lo studio della luce e sul concetto di multidisciplinarietà, in cui linguaggi e tecniche diverse si fondono. «L'artista ha lavorato dialogando tra i territori di arte, architettura e design», spiega Meneguzzo. E allora ecco i Cronotipi, dove ci si chiude in scatole di luce e specchi; e poi quadri e sculture di specchi, di neon e metalli. «Il progetto di Nanda Vigo è cosmico», chiosa Meneguzzo. «Un'idea di arte positiva come ricerca e come unione con il tutto». (P.Pas.)
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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Luglio 2019, 05:01
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