Tamponi positivi e contatti isolamento e quarantena. Ecco le regole da rispettare

Tamponi positivi e contatti isolamento e quarantena. Ecco le regole da rispettare

di Alda Vanzan

Sono 70.639 i veneti attualmente chiusi in casa (1.253 in più nelle 24 ore), tutti in isolamento perché risultati positivi al coronavirus. Ma i segregati tra le pareti domestiche sono molti di più. Sono i genitori, i figli, i parenti, gli amici che hanno avuto un contatto con un positivo. E che, quindi, devono stare in quarantena. Per quanto tempo? Con l'aumento esponenziale dei contagi, dovuto anche alla nuova variante Omicron, sono circolate informazioni non sempre corrette quanto a isolamento e quarantena, anche perché le norme variano a seconda che si sia o no vaccinati. Ad esempio: una volta riscontrata la positività con il test antigenico rapido, bisogna fare anche il tampone molecolare? Se si risulta positivi, bisogna chiamare qualcuno, il medico di base o la Guardia medica? Oppure se il test è stato fatto in farmacia si arrangiano le stesse farmacie a segnalare i casi positivi? Abbiamo chiesto alla Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diretta dalla dottoressa Francesca Russo, di fare chiarezza sulla materia.

TEST POSITIVO

Quando una persona scopre di essere positiva da tampone rapido, cosa deve fare? Deve chiamare il medico di base o la guardia medica per segnalare la positività? La segnalazione al Sisp non possono farla le farmacie dove si è fatto il test rapido? Se il medico di base non c'è e se la Guardia medica tarda a rispondere, è vero l'isolamento non decorre subito? Tutti i test effettuati presso le farmacie sono inviati automaticamente al sistema regionale e quindi, sempre automaticamente, comunicati ai Sisp. In generale, se il tampone antigenico è stato effettuato per la presenza di sintomi o perché si è stati a contatto con un caso positivo, non è necessaria la conferma con un test molecolare. Una persona risultata positiva all'antigenico rapido (come al test molecolare), anche in assenza di comunicazione con il proprio medico o con il Sisp, deve mettersi immediatamente in isolamento anche rispetto ai suoi conviventi. Durante l'isolamento è fondamentale seguire tutte le raccomandazioni, monitorare le proprie condizioni di salute e contattare il medico curante in presenza di sintomi.

L'ISOLAMENTO

Quanto dura l'isolamento? L'isolamento di un soggetto positivo a SARS-CoV-2 dura 10 giorni a partire dall'esito positivo del tampone o dalla comparsa dei sintomi in caso di soggetto sintomatico. L'isolamento termina con un tampone negativo (molecolare o antigenico rapido di 2° o 3° generazione). In presenza di sintomi il tampone (molecolare o antigenico rapido di 2° o 3° generazione) viene effettuato dopo 10 giorni, di cui almeno 3 giorni in assenza di sintomi.

LA QUARANTENA

Quanto dura la quarantena? Esempio: figlio positivo anche dopo 15 giorni, genitori sempre negativi: devono continuare la quarantena fino alla negativizzazione del figlio o no?
La quarantena dura complessivamente 7 giorni per i vaccinati e 10 giorni per i non vaccinati. Durante tale periodo una persona potrebbe sviluppare l'infezione (anche in assenza di sintomi) e quindi contagiare le persone con cui sta a contatto. Il conteggio dei giorni di quarantena parte dall'ultimo contatto con il caso positivo.
Se il soggetto individuato come contatto vive nella stessa casa del soggetto positivo, i 10 giorni di quarantena del contatto partono dal momento in cui inizia la separazione in casa, separazione che deve rispettare alcune raccomandazioni (ad esempio dormire in stanze separate, mangiare separati, non soggiornare insieme nella stessa stanza, arieggiare gli ambienti in cui è stato il soggetto positivo, non condividere asciugamani o altri oggetti di uso personale, eccetera). La separazione deve essere mantenuta per tutto il periodo previsto. Nel caso di bambini, data l'impossibilità di adottare tali misure, la quarantena termina dopo la negativizzazione.

CODE

Visto l'aumento di casi, saranno aumentati i centri dove fare i tamponi? In questo contesto in cui si sta registrando un elevato numero di casi, la Regione del Veneto e le Aziende Ulss stanno facendo tutti gli sforzi possibili per aumentare l'offerta per accedere ai test. La Regione del Veneto secondo i dati del ministero della Salute effettua il maggior numero di test in rapporto alla popolazione (nella giornata del 23 dicembre la Regione Veneto ha eseguito un totale di 2.841 test ogni 100.000 abitanti rispetto al dato nazionale di 1.522 test ogni 100.000 abitanti).

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VIAGGIATORI

Viaggiatori che arrivano in Italia: chi controlla che facciano davvero il tampone ad esempio appena sbarcati all'aeroporto? La documentazione prevista per il rientro deve essere presentata al vettore all'atto dell'imbarco. Tutti i cittadini devono verificare puntualmente sul sito del ministero degli Affari esteri (www.viaggiaresicuri.it) le norme da rispettare prima di recarsi all'estero o prima di rientrare in Italia. Le compagnie aeree, le società e gli enti pubblici e privati che gestiscono gli scali aeroportuali, marittimi e terrestri sono tenuti a garantire la massima diffusione di quanto disposto. Le autorità preposte ai controlli di frontiera attuano le disposizioni e ogni misura attuativa adottata dall'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) e dalle altre autorità competenti. I controlli alle frontiere non sono di competenza della sanità regionale.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Dicembre 2021, 17:13
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