Espulsi Artini e Pinna, M5s in rivolta:
attivisti e dissidenti sotto la casa di Grillo

M5S, espulsi Artini e Pinna, rivolta contro Grillo: attivisti e dissidenti sotto la casa del leader

di Alessandra Severini
ROMA - Una rapida consultazione online e via, altri due parlamentari Cinque Stelle vengono espulsi dal Movimento. Si tratta di Massimo Artini e Paola Pinna, accusati da un post apparso sul blog di Beppe Grillo di aver violato «il codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio e la rendicontazione delle spese».



I due, che appartengono al gruppo dei parlamentari più critici con la linea del leader, vengono in pratica accusati di non aver versato parte del loro stipendio nel fondo creato dai gruppi parlamentari cinquestelle a favore delle Pmi e di aver tenuto i soldi. La consultazione dei militanti via web dura poche ore. Alla fine basta un click, spiegazioni non servono. E il 70% dei 27mila votanti decide per l'espulsione. I due deputati provano a difendersi, giurano di aver restituito il dovuto e pubblicano le foto dei bonifici sul web.







Una delegazione di deputati del M5S, guidata proprio da Massimo Artini, parte per Marina di Bibbona per raggiungere la casa di Beppe Grillo e chiedere a lui personalmente dei “chiarimenti”.





Pubblicazione di Paola Pinna.





Sotto la villa del comico si radunano alcuni militanti che contestano l'ennesima espulsione. Artini e Pinna sono infatti solo gli ultimi di una lunga serie: dall'inizio della legislatura già 13 parlamentari sono stati espulsi con il metodo delle consultazioni online e 22 parlamentari in tutto hanno lasciato il gruppo in poco più di un anno e mezzo. Ma stavolta i malumori sembrano essere davvero molti. Un numeroso gruppo di parlamentari contesta l'espulsione perchè avviata in violazione del regolamento che prevede una riunione parlamentare prima di passare alla consultazione online. Nel Movimento si respira sempre più un'aria da resa dei conti e le distanze tra ortodossi e dissidenti sembrano incolmabili.



Sarebbero circa una trentina gli eletti pentastellati ormai stanchi delle modalità di gestione del Movimento e dei gruppi. Un'eventuale fuoriuscita rischia di pesare molto sulla forza parlamentare dei 5 Stelle e anche sul loro consenso, apparso già in calo nelle ultime consultazioni elettorali. A sostegno dei dissidenti interviene il sindaco di Parma Federico Pizzarotti che sta organizzando per il 7 dicembre una convention dei “riformisti pentastellati”. Pizzarotti chiede a Grillo maggiore lucidità e la revoca del voto online su cui esprime dubbi di regolarità. Il paradosso è che Grillo ha voluto sempre sottolineare la differenza del suo Movimento rispetto ai partiti tradizionali e invece ora, proprio come Pd e Forza Italia, si trova a fare i conti con un gruppo spaccato da correnti, vecchi e nuovi dissapori, rivalità mai sopite.



Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Novembre 2014, 12:36
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