Lily beve il succo di frutta del fratello: uccisa da madre e compagno

La piccola Lily beve il succo di frutta
del fratello: uccisa da madre e compagno

DALLAS - Una ferocia senza pari scaturita da un succo di frutta: Leiliana Wright, una bimba di quattro anni di Dallas, è stata picchiata a morte dalla madre Jeri Quezada, 30 anni, e dal compagno, dopo aver bevuto una bevanda destinata al fratellino. La tragedia si è consumata il 12 marzo, il 25 la donna è stata arrestata e solo adesso sono state formulate le accuse, mentre dettagli agghiaccianti di quanto è successo tra le mura di quella casa emergono ora dopo ora.

La furia sarebbe scattata nel pomeriggio, quando la bimba ha bevuto un succo di frutta. Secondo la ricostruzione della polizia, la donna era uscita da casa quando ha ricevuto una chiamata dal compagno che le comunicava di aver rinchiuso la bambina nell'armadio, legata a un appendiabiti.
Jeri è tornata a casa e, dopo essersi iniettata una dose di eroina, ha iniziato a picchiare la piccola quando si è rifiutata di mangiare un panino e ha iniziato a vomitare. Leiliana è stata colpita ripetutamente alla testa e al torace ed è stata picchiata con una cintura e una canna di bambù. E’ stata sbattuta al muro dal compagno con una tale ferocia che gli agenti hanno ritrovato le tracce dell'abuso su una parete.
 
Dopo il massacro, la bimba è stata infilata in vasca dove è collassata poco dopo: Jeri ha chiamato l'ambulanza, ma per Leiliana non c'era più possibilità di salvezza. Il medico legale che ha eseguito l'autopsia ha descritto un corpo martoriato: «Aveva ecchimosi ovunque, dalla testa ai piedi».
In un primo momento, Jeri ha raccontato che la bambina era tornata in quello stato dopo alcuni giorni passati a casa di un amico, ma dopo aver cambiato versione diverse volte, dopo alcuni giorni è crollata e ha raccontato di aver massacrato la figlia sotto effetto di droghe. La donna, adesso, si trova dietro le sbarre con una cauzione fissata a 500mila dollari. Non è ancora chiarita la posizione del compagno, visto che la polizia non ha rilasciato alcun comunicato. «Chi ha fatto tutto questo a mia nipote, non voglio mai più vederlo in circolazione – ha detto il nonno di Leiliana, Craig Clakley - Non merita di vivere una vita al di fuori del carcere».

 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 1 Aprile 2016, 18:36
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