Marò, Girone: "Sto male, ho bisogno di cure in Italia". Ma per i medici è guarito dalla dengue

Marò, Girone: "Sto male, ho bisogno di cure in
Italia". Ma per i medici è guarito dalla dengue

I due medici militari, specializzati in immunologia e in malattie infettive, inviati dallo Stato maggiore della Difesa in India per assistere Salvatore Girone, affetto da febbre di Dengue, sono rientrati in Italia perché le condizioni di salute del militare sono state considerate buone. Lo precisa lo Stato Maggiore della Difesa.

La decisione di far rientrare i due medici, spiega lo Stato Maggiore, è stata presa «a seguito delle dimissioni del fuciliere di Marina dall'ospedale di Nuova Delhi dopo i controlli finali che avevano indicato che le condizioni di salute erano rientrate nei parametri di normalità senza alcun problema di carattere clinico e di analisi». I due specialisti militari, aggiunge Smd, durante il periodo in India hanno collaborato con i colleghi indiani che hanno seguito il decorso della malattia condividendo valutazioni e terapia.

Girone dal canto suo ha detto di non stare ancora bene e che avrebbe bisogno di «cure», di «convalescenza e riposo psicologico» nella sua casa natale, «così come spetterebbe ad ogni dipendente statale militare». «Ma io non posso - si è sfogato - visto il mio stato detentivo illegale» in India. Ricoverato nel Max Hospital di Saket il 24 agosto, Girone è stato dimesso lunedì scorso dopo che i sanitari dell'ospedale indiano e i due medici italiani che lo hanno assistito hanno convenuto che la parte acuta della sua malattia si era esaurita.

Reagendo a notizie apparse su una sua presunta «completa guarigione», Girone ha spiegato: «Il mio stato di salute non è dei peggiori ma ci tengo a sottolineare che ad oggi non mi sento neanche così in forma come ero prima di contrarre la malattia virale dengue». «Sono ancora ammalato. I valori del mio sangue non sono perfetti come lo erano prima, ho le transaminasi del fegato sballate e altri valori del sangue non ancora nella norma, fra giramenti di testa e senso di destabilizzazione».

Sottolineando che «ci vorrà ancora del tempo affinché tutto torni alla normalità», ha poi sostenuto che «per far sì che questo possa avvenire nel migliore dei modi dovrei seguire delle cure e una dieta sana, con una meritata convalescenza e riposo psicologico» in Italia. Girone è alloggiato in un piccolo appartamento all'interno del compound dell'ambasciata d'Italia nella capitale indiana e attualmente gli sono vicini la moglie, i figli ed i genitori.

Mentre Massimiliano Latorre, l'altro Fuciliere di Marina implicato nell'incidente in cui morirono due pescatori indiani, usufruisce di un permesso della Corte Suprema per la sua riabilitazione in Italia dopo l'ictus subito nel 2014, Girone si è invece visto respingere dalla stessa Corte una richiesta di rientro in patria per trascorrere un periodo con la famiglia. Una simile richiesta in suo favore era stata anche al centro di un'istanza urgente presentata in agosto al Tribunale internazionale per il diritto del mare (Itlos) di Amburgo.

Nella sentenza del 24 agosto, tuttavia, in un'ordinanza a maggioranza i giudici hanno deciso di lasciare la decisione al riguardo al costituendo tribunale ad hoc presso la Corte penale di arbitrato (Cpa) dell'Aja che dovrà stabilire chi, fra Italia e India, ha la giurisdizione sull'incidente avvenuto il 15 febbraio 2012 a 20,5 miglia nautiche al largo delle coste del Kerala. Tale tribunale speciale formato da cinque giudici - fra cui l'italiano Francesco Francioni - è in via di costituzione e dovrebbe cominciare i suoi lavori fra poche settimane.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Settembre 2015, 09:59