Coronavirus, la coppia di italiani in quarantena a Tenerife: «Negativi ma bloccati in hotel, i nostri amici prelevati di notte»

di Michela Allegri
Un viaggio che si trasforma in un incubo. Giornate intere barricati dentro alle stanze, in attesa dei risultati dei test. E i paramedici che arrivano a prelevare i contagiati per portarli in ospedale: una doccia veloce, la possibilità di portare con sé solamente il cellulare. Poi, di nuovo l'isolamento e l'attesa. «Noi per fortuna siamo risultati negativi al test, ma l'altra notte non abbiamo chiuso occhio, la paura era tanta. Abbiamo sentito rumore in corridoio e poi abbiamo scoperto che altri due nostri amici sono positivi al Coronavirus e sono stati portati in ospedale», racconta una delle coppie di italiani in vacanza a Tenerife, che fa parte dello stesso gruppo del medico della provincia di Piacenza, il primo contagiato sull'isola spagnola. Altri due turisti italiani nell'hotel di Adeje a Tenerife, isolato da due giorni, sono stati portati in ospedale. «Non avevano sintomi, stavano bene, altri del gruppo hanno avuto qualche linea di febbre. In viaggio siamo in tutto 5 coppie, i contagiati per il momento sono 4, adesso a noi è stato permesso lasciare la stanza, ma non possiamo abbandonare l'hotel e anche se non abbiamo contratto il virus dobbiamo indossare la mascherina», prosegue la coppia, della provincia di Parma.

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L'ALLARME
I nuovi contagiati sono uomini: «Li hanno prelevati dalle loro stanze in piena notte, sono arrivati dei paramedici con indosso tute e mascherine, hanno detto: fate solo una doccia e portate con voi solamente il cellulare. Le loro mogli sono risultate negative al test, ma devono restare in quarantena in camera e sono tenute sotto osservazione. Ci siamo preoccupati quando sulle porte abbiamo visto i sigilli e un cartello: Isolamento per motivi igienico-sanitari». Un'altra coppia, invece, sta ancora aspettando il risultato dei tamponi.
Intanto i clienti dell'hotel - 700 in tutto - non possono lasciare la struttura. E il panico dilaga: «Siamo due adulti con due bimbe, una di 21 mesi, bloccati in camera, non ci hanno fatto test, hanno misurato la temperatura e abbiamo 36.2. Dicono di stare calmi, ma non ci danno informazioni», racconta un'altra italiana in quarantena nell'hotel, che non fa parte del gruppo del medico piacentino.
 
 


La comitiva è partita per le Canarie la scorsa settimana. Ora non è chiaro quando le 5 coppie potranno lasciare il Paese. Il medico emiliano è stato ricoverato lunedì. È della stessa provincia dove era stato il paziente 1, di Codogno. Aveva la febbre già prima della partenza, ma non si è preoccupato, visto che in Italia il livello di pericolo era ancora basso. Ha trascorso i primi giorni a Tenerife normalmente, facendo il bagno e andando a cena fuori. Sua moglie e un'altra donna del gruppo hanno avuto qualche linea di febbre per un solo giorno. La prima è risultata positiva al virus, la seconda no, mentre il marito si trova ora in isolamento all'ospedale universitario di Nostra Signora di La Candelaria, a Santa Cruz de Tenerife: ha contratto il coronavirus ma per il momento non ha sintomi. «Stiamo bene, siamo stati accuditi e curati al meglio sin dal primo momento. Ringraziamo le autorità locali, il Consolato e il governo italiano, che ci ha supportati sin da subito. Non sappiamo per quanto tempo resteremo bloccati qui, l'importante adesso è guarire completamente», ha detto la moglie del medico.
 

 
Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Febbraio 2020, 09:18
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