Ancora poche donne tra i Caschi Blu, l'Onu vuole reclutarle per le missioni di pace
di Franca Giansoldati

Ancora poche donne tra i Caschi Blu, l'Onu vuole reclutarle per le missioni di pace

L'Onu vuole potenziare le missioni di pace reclutando più donne. Nel 1993 le donne costituivano solo l'1% del personale in uniforme. Nel 2019 le peacekeeper hanno raggiunto quota 95 mila e rappresentano, in percentuale, il 4,7% del personale militare e il 10,8% del personale impegnato nelle missioni. Ma è ancora poco. Le Nazioni Unite stanno premendo l'acceleratore perché la presenza femminile tra i Caschi Blu possa aumentare e, in parallelo, possa assumere sempre più un ruolo di rilievo. Una direttiva recente ha lanciato il progetto “Sforzo Globale” per reclutare ufficiali di polizia da impiegare sul campo.

L'obiettivo finale è di arrivare ad un livello di presenze compreso tra il 15% e il 25% sia nello staff dirigenziale sia come osservatrici. Al momento le statistiche dimostrano che la strada intrapresa non sarà semplice. Il cammino prosegue con una certa lentezza, nonostante che la presenza femminile - anche nelle missioni più complicate - abbia fatto affiorare risorse preziose, come la capacità delle donne di negoziare e creare spirito di squadra.

Le peacekeepers hanno infatti confermato che sul campo riescono ad avere un migliore accesso alla popolazione, soprattutto su donne e bambini, per esempio intervenendo e sostenendo i sopravvissuti e raccogliendo informazioni che altrimenti sarebbero state difficoltose da reperire.

Gli studi fatti dal Palazzo di Vetro hanno portato alla luce che la presenza femminile tra i Caschi Blu si rivela una opportunità percepita da tutti come capacità di essere protetti, una presenza che genera fiducia.
Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio 2020, 16:57
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