Ruby ter, le difese delle ragazze imputate: «Non si processa quello che facciamo a letto»

Ruby ter, le difese delle ragazze imputate: «Non si processa quello che facciamo a letto»

Che cosa si sta processando nell’aula bunker di San Vittore? La corruzione in atti giudiziari e la falsa testimonianza di Silvio Berlusconi e di altre 27 persone imputate nel Ruby ter, come sostiene l’accusa? O piuttosto il profilo morale degli ospiti delle “cene eleganti” di Arcore? Non ci sono dubbi, secondo le difese delle ragazze accusate di aver taciuto la verità sui festini del Bunga Bunga in cambio di soldi: il Ruby ter è un processo che «ha creato una folta nebbia che ha sovrapposto giudizi morali a giudizi penali». E quando il moralismo entra in un’aula di giustizia, la sentenza ad effetto dell’avvocato Ivano Chiesa, legale di Aris Espinosa e Ioana Visan, «la giustizia esce dall’aula». Ieri è stato il giorno delle arringhe delle difese delle ragazze. Ed è stato uno show.

«Questo processo si caratterizza da un elemento unico, da un’attenzione mediatica fortissima, dal 2010 al 2014, su comportamenti privatissimi delle persone coinvolte e che ha creato una folta nebbia che ha sovrapposto giudizi morali a giudizi penali» ha esordito l’avvocata Patrizia De Natale, che difende in dibattimento Lisney Barizonte, una delle giovani ex ospiti delle “cene eleganti” di Arcore. «L’accordo corruttivo viene presunto perché ci sono dei pagamenti - continua l’avvocata - ma sarebbe il primo caso di corruzione in cui il denaro parte da bonifici tracciabili, che partono da conti personali verso conti personali». Per Barizonte i pm Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto una condanna a tre anni e mezzo. L’avvocata chiede invece l’assoluzione, e ha posto questa domanda: «Perché una persona dovrebbe farsi pagare per mentire su toccamenti, baci, sulla famosa statuetta di Priapo, cioè su fatti che non costituiscono reato e poi dichiarare in aula di aver avuto denaro?».

Lo show è continuato con l’arringa di Chiesa, che è anche lo storico legale di Fabrizio Corona: «Qui parliamo di false testimonianze e queste ragazze non sono nemmeno dei testimoni. E allora dobbiamo discutere di cosa fa uno nella camera da letto?». E poi: «Qua la falsa testimonianza è basata su domande di questo tenore: “Ma tu sei una che va a letto e prendi i soldi?”. Il pm ha parlato di odalische, schiave del sesso, del Sultano, ma cosa c’entra questo in un processo a falsi testi? Siamo nel 2022, non nel 1952».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Luglio 2022, 06:00
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