Metro Roma, scale mobili sabotate: 4 dirigenti sospesi. Il gip: «Resta grave pericolo per i passeggeri»

Metro Roma, scale mobili sabotate: 4 dirigenti sospesi. Il gip: «Resta grave pericolo per i passeggeri»

Gli incidenti alle scale mobili di diverse fermate della Metro A di Roma sono dovuti non solo alla mancata manutenzione, ma anche a manomissioni volontarie, ed il pericolo di nuovi incidenti all'interno delle stazioni è ancora concreto. Per questo motivo, con l'accusa di frode e lesioni, il gip ha disposto la sospensione dalle funzioni di tre dirigenti Atac (Renato D'Amico, Ettore Bucci e Alessandro Galeotti) e dell'amministrare unico di Metroroma, Giuseppe Ottuso, la società che si era aggiudicata, con un ribasso dell'offerta prossima al 50%, l'appalto per la manutenzione delle scale. Nel procedimento, coordinato dai procuratori aggiunti Nunzia D'Elia e Paolo Ielo, sono indagate altre undici persone.

 
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Il blitz della Squadra Mobile di Roma della Polizia di Stato era partito all'alba di oggi, in merito al grave incidente alla fermata Repubblica del 23 ottobre 2018 e al guasto della fermata Barberini del 21 marzo scorso. La Squadra Mobile di Roma ed il Commissariato Viminale hanno un'ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva a carico di 4 persone dipendenti di Metro Roma e Atac. Frode nelle pubbliche forniture e lesioni personali colpose aggravate i reati contestati.

SCALE MOBILI MANOMESSE E NIENTE MANUTENZIONE Dalle indagini condotte dopo l'incidente sulla scala mobile della stazione Repubblica a Roma, avvenuto nell'ottobre 2018, sarebbe emersa «la mancata effettuazione delle manutenzioni, ovvero la loro incompleta esecuzione, oltre che, in alcuni casi, la dolosa manomissione di dispositivi di sicurezza degli impianti di traslazione». Ciò , osservano gli inquirenti, ha reso «conseguentemente concreto lo stato di pericolo per l'incolumità pubblica in relazione a svariate stazioni della metropolitana della Capitale».

«PROVE INQUINATE E DOCUMENTI FALSI» Ad inchiodare i tre dipendenti di Atac e il dirigente di MetroRoma, oltre che alcuni indagati, ci sono anche delle intercettazioni nelle quali emergono comportamenti «volti ad inquinare le prove», «occultando le manomissioni e presentando ad Atac documentazione falsa», e finalizzati anche a nascondere «l'assenza di verifiche sulle manutenzioni». Nonostante l'incidente alla fermata Repubblica, sostengono gli inquirenti, gli indagati «non adottavano alcuna condotta idonea alla salvaguardia della sicurezza degli utenti delle linee della metropolitana di Roma» tanto che il 21 marzo 2019 si verificò un nuovo incidente a «Barberini».

A REPUBBLICA MANOMESSO IL FRENO D'EMERGENZA Il freno di emergenza manomesso attraverso delle fascette di plastica e una scarsa efficienza del sistema frenante oltre al sabotaggio del sistema dei codici di guasto con lo scopo di cancellare gli elementi di riscontro in caso di malfunzionamenti. Questi i motivi che causarono l'incidente alla scala mobile di Repubblica nell'ottobre del 2018 dopo le verifiche effettuate nel corso di sopralluoghi. Quanto all'incidente alla fermata Barberini, avvenuto mesi dopo, emerse che un dipendente «aveva effettuato una manomissione per alterare il sistema di sicurezza dell'impianto in caso di inversione di marcia involontaria della scala».

IL GIP: «ANCORA PERICOLO PER GLI UTENTI» «Il pm ha evidenziato il grave allarme sociale in quanto, nonostante i gravi incidenti presso le stazioni di Repubblica e Barberini, appare tuttavia evidente, dall'ascolto delle numerose conversazioni, che permane il preoccupante stato di pericolo per l'incolumità pubblica e nello specifico dei fruitori della metropolitana di Roma». Lo scrive il gip di Roma Massimo Di Lauro nell'ordinanza a carico di 4 persone raggiunte da misura interdittiva.

L'ALLARME: «ANCORA INCIDENTI, MA VENGONO NASCOSTI» «Continuano a verificarsi incidenti che sebbene noti tanto a Metroroma Scarl, che Schindler nonchè agli organi addetti alla sicurezza Atac, non vengono segnalati e anzi opportunamente occultati, così come permangono problematiche tecniche legate a pregressi o attuali manomissioni, il tutto da rendere non escludibile l'avverarsi di ulteriori sinistri che potrebbero trovare epilogo di minore gravità solo per il verificarsi di concomitanti circostanze favorevoli agli utenti».Lo scrive il gip di Roma nell'ordinanza a carico di 4 persone raggiunte da misura interidittiva in relazione all'indagine sugli incidenti dell'ottobre e marzo scorso nelle stazioni della metro.

I RESPONSABILI SOSPESI Le misure interdittive riguardano Renato D'Amico, Direttore di esercizio ATAC delle linee metropolitane A e B, Ettore Bucci, dipendente ATAC con la funzione di Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) relativo all'appalto a favore della società Metroroma e Alessandro Galeotti, dipendente ATAC con la funzione di Responsabile di esercizio degli impianti di traslazione per le stazioni Repubblica e Barberini. I tre sono stati sospesi per un anno dall'esercizio dei pubblici uffici ricoperti dagli stessi e da tutte le attività ad essi inerenti. Giuseppe Ottuso, responsabile tecnico preposto e amministratore unico di Metroroma, ha il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e di ricoprire uffici direttivi. I quattro sono indagati con altre undici persone per i reati di frode nelle pubbliche forniture e di lesioni personali colpose gravi.
 

DA REPUBBLICA A BARBERINI, INCUBO SCALE MOBILI  La stazione Repubblica della Linea A della metropolitana di Roma è rimasta chiusa per 246 giorni in seguito al crollo delle scale mobili che coinvolse alcuni tifosi del Cska Mosca che stavano cercando di raggiungere lo stadio Olimpico per vedere la loro squadra. Dal 23 ottobre, la fermata venne riaperta all'alba del 26 giugno, con il sollievo dei tantissimi pendolari e residenti che per oltre otto mesi hanno dovuto fare a meno di uno degli snodi principali nel centro città, al quale seguì poi anche la chiusura di Spagna e Barberini. La prima rimase chiusa per un mese e mezzo e riaprì lo scorso maggio, mentre la seconda è ancora chiusa, dopo essere stata dissequestrata. Ad oggi le scale mobili sono fuori servizio in numerose fermate dell'intera metropolitana di Roma: otto sulla linea A, sei sulla linea B e una sulla linea C.
Giovedì 12 Settembre 2019, 08:39
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