La collezione Mattioli al Museo del ‘900: Milano capitale del Futurismo
di Greta Posca

La collezione Mattioli al Museo del ‘900: Milano capitale del Futurismo

Il Futurismo ritorna a casa. Il movimento artistico nato a Milano a inizio del secolo scorso avrà in città il museo del Futurismo più importante al mondo. Dal prossimo ottobre il museo del Novecento di Palazzo Arengario ospiterà la collezione Mattioli, la più importante collezione al mondo di opere futuriste e dell’avanguardia italiana di inizio ‘900.

 

Dichiarata indivisibile e insostituibile dallo Stato nel ‘73, è formata da 26 opere fra cui “Materia” di Umberto Boccioni e lavori di Balla, Carrà, Morandi e Modigliani. Dal valore assicurativo di 143 milioni, andrà in comodato gratuito per 5 anni rinnovabili. Con questa operazione «il museo del Novecento diventa il più importante al mondo sul futurismo» dice Anna Maria Montaldo, direttrice del polo arte moderna e contemporanea del Comune. Notevole il valore delle opere, fra cui “Mercurio passa davanti al sole” di Giacomo Balla, “Manifestazione interventista” di Carlo Carrà, “Bottiglie e fruttiera” di Giorgio Morandi e “Composizione con elica” di Mario Sironi. L’operazione permetterà inoltre di completare la collezione già presente al museo: “Ballerina blu” di Gino Severini, ad esempio, si aggiungerà alla “Ballerina bianca”.

 

Dal 1997 al 2015 la collezione Mattioli è stata esposta al Peggy Guggenheim Museum di Venezia. È invece del 2017 l’annuncio che sarebbe andata per due anni a Palazzo Citterio, cioè lo spazio dedicato al Novecento di Brera, che però non è ancora pronto per l’apertura. Al momento le opere sono esposte al Museo Russo di San Pietroburgo, come parte fondamentale della mostra «Futurismo italiano della collezione Mattioli. Cubofuturismo russo del Museo Russo e collezioni private». A Milano arriveranno la prossima primavera e «la prospettiva - rivela Montaldo - è di presentare la galleria del futurismo con la collezione Mattioli nell’ottobre 2022».

La decisione di affidare la collezione nel museo di piazza Duomo è stata presa per garantire «la giusta valorizzazione e una fruizione ampia da parte di un pubblico vasto come sempre voluto da mio nonno, Gianni Mattioli» spiega Giacomo Rossi, il nipote del collezionista.


Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Settembre 2021, 21:20
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