Litigi, minacce, aggressioni: sui mezzi di Milano torna a salire la paura
di Simona Romanò

Milano, litigi, minacce, aggressioni: sui mezzi torna a salire la paura

Ancora paura sui mezzi pubblici. Minacce e aggressioni si ripetono ai danni degli autisti Atm: un’escalation, dopo la calma del periodo post lockdown quando tram e metro erano semivuoti, che semina la paura fra conducenti e controllori.

CINQUE  EPISODI Sono cinque i più violenti, ma «decine i litigi al limite dell’aggressione», denunciati dall’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato. Risalgono da metà giugno a giovedì scorso: il 16 giugno un egiziano ha svuotato in faccia al conducente della 91 un estintore; il 10 luglio il tranviere del tram 3 è stato aggredito da un balordo, che ha poi rubato il mezzo, costringendo Atm ha togliere la corrente; il 13 settembre un peruviano sulla M2 ha assalito due controllori; il giorno seguente, sulla 90-91, un uomo, invitato a occupare meno spazio con la bici, ha attaccato l’autista sfondando con un pugno il vetro del gabbiotto di sicurezza: il conducente, dopo essersi sporcato con il sangue dell’aggressore, ha chiesto l’intervento del 118. Infine, giovedì scorso, un’autista della linea 67, dopo aver ricevuto il cambio da un collega, è stato assalito in strada da un passeggero.

DENUNCIA «È il far west sui mezzi pubblici, è inaudito che autisti e controllori rischino la vita», attacca De Corato. E denuncia «la scarsa presenza del Nucleo tutela trasporto pubblico dei vigili, perché il Comune non lo incrementa: ad oggi conta circa dieci agenti, ma con il centrodestra al governo di Milano era formato da 50 vigili».

SINDACATI «Non solo parolacce, spintoni e lancio di oggetti ma anche sputi - spiega Demetrio Nicodemo, segretario provinciale Confial trasporti - Gli aggressori, al tempo del virus, hanno escogitato un altro modo per terrorizzare: si tolgono la mascherina e sputano addosso, facendo intendere di avere il Covid». «Ad ogni corsa, di giorno, anche se soprattutto di sera - confessa poi - temiamo per la nostra incolumità e di tornare a casa con un occhio gonfio o peggio». La proposta è un «poliziotto in borghese, per un periodo di prova, sulle tratte più a rischio».


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Settembre 2020, 08:47
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