L'autista senegalese sorvegliato a vista in carcere. La mamma di un'alunna: «Stanotte non ha dormito»

Dopo il terrore sul bus di ieri, è il giorno della riflessione: Ousseynou Sy, l'uomo arrestato ieri dopo aver dato fuoco ad un autobus su cui viaggiava una scolaresca, si trova in una cella insieme ad altri detenuti nel carcere di San Vittore ed è sorvegliato a vista. Sy è stato portato in carcere intorno all'una della scorsa notte: subito dopo l'arresto era stato medicato in ospedale per leggere ustioni.
 
 


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Nell'interrogatorio davanti al capo del pool dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili e al pm Luca Poniz, Sy avrebbe detto che il recente caso della nave Mare Jonio è stato «l'episodio scatenante, la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso». Ieri sera il senegalese ha avuto solo il colloquio con il medico di guardia, mentre questa mattina ha in programma incontro con lo psichiatra, lo psicologo e l'educatore del reparto.

Questa mattina Sy è stato poi trasferito nel reparto protetti, quello per i detenuti che non possono stare insieme ad altri come i pentiti, sex offenders, coloro che hanno compiuto reati contro donne e bambini e tra gli altri anche gli ex appartenenti alle forze dell'ordine. Il 47enne senegalese ha avuto in queste ore il colloquio con lo psicologo della casa circondariale in centro a Milano e appare tranquillo.



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IL RITORNO A SCUOLA Intanto alla scuola Vailati di Crema, dopo l'episodio avvenuto ieri, si sta cercando di tornare alla normalità e alla vita di tutti i giorni:
 i ragazzi di seconda media che erano a bordo dell'autobus andato in fiamme a scuola ancora non si sono visti. È probabile che oggi rimangano a casa, in considerazione della fatica della giornata di ieri e della paura. La madre di una ragazzina che non era a bordo del mezzo ha deciso comunque di portarla, nonostante la figlia abbia paura. «Ho deciso di portarla anche perchè a casa avrebbe guardato la tv e si sarebbe ancor più preoccupata. Questa notte non ha dormito».



Davanti alla scuola i genitori si interrogano. Filippo, che ha una figlia in prima media, sostiene che nell'azienda di autobus per cui lavorava il conducente che ieri ha dato fuoco al mezzo «non si fanno controlli». «Conosco una persona che è andata in pensione e che lavorava per un'azienda di Milano: faceva controlli sulle sue condizioni quasi ogni mese», ha raccontato: «È inaccettabile che sia accaduto questo». Il comune di Crema si costituirà parte civile nel processo a carico di Ouesseynou Sy, ha spiegato il sindaco, Stefania Bonaldi, precisando che l'amministrazione comunale «non ha alcun potere di controllo» riguardo le condizioni del personale di Autoguidovie con il quale è stato stipulato un contratto con una gara d'appalto a livello provinciale.
 
 

Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo 2019, 15:49
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