Prato, i fedeli denunciano il prete arrestato per spaccio: «Rivogliamo i soldi delle offerte»

Prato, i fedeli denunciano il prete arrestato per spaccio: «Rivogliamo i soldi delle offerte»

Continua la telenovela legata al prete arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e cessioni di droga. Don Francesco riforniva di cocaina e droga dello stupro i festini a luci rosse organizzati da lui. Questa volta sono i fedeli ad agire e a denuciare Don Franncesco.

 

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Si sono presentati in questura i primi parrocchiani traditi della chiesa dell'Annunciazione nel quartiere bene di Prato, La Castellina. Fedeli benestanti che, negli anni, hanno fatto più donazioni al parroco che amavano e stimavano tanto, il 40enne Don Francesco Spagnesi.

Alcuni parrocchiani hanno sporto denuncia per sapere che fine abbiano fatto i soldi donati alla parrocchia. Querele che devono essere trasmesse alla procura e su cui verranno fatte valutazioni per capire se si profilino ipotesi di reato di appropriazione indebita o addirittura di truffa.

Dall'inchiesta emerge che Don Francesco avrebbe inviato molti messaggi su WhatsApp ai suoi parrocchiani, ma anche a quelli della vicina comunità della Pietà, chiedendo soldi per aiutare le famiglie bisognose. Quando la Diocesi ha smesso di elargine soldi al parroco, ad aprile, lui, alla continua ricerca di soldi per acquistare la droga da condividere durante gli incontri hard con partner reclutati su siti internet, ha provato a racimolare quante più risorse possibili tra i fedeli.

Le cifre di cui parliamo sarebbero esorbitanti. Secondo quanto ricostruito dal gip, il contabile della Diocesi avrebbe chiesto più volte spiegazioni a Don Francesco dei tanti prelievi fatti dal conto della parrocchia. Il 27 maggio 2020 è stato trovato un messaggio in cui il contabile scrive a Spagnesi che in due mesi ha prelevato 40mila euro.

Nel giugno 2020 la richiesta del contabile fu quella di rendicontare pagamenti per circa 75mila euro. Sono oltre 115mila euro di cui Don Francesco non ha saputo fornire spiegazioni. A questi, poi, si aggiungono le offerte dei fedeli, raccolte durante le messe che sono impossibili da quantificare

Il 7 settembre, quando il parroco sa già di essere indagato e ha preso l’anno sabbatico in accordo con il vescovo, contatta il viceparroco, l’anziano Don Paolo Ridolfi, indagato insieme a Spagnesi per appropriazione indebita, dicendogli di mettere via i soldi delle offerte. Negli anni «ho sempre trattenuto i soldi delle funzioni del sabato», ha confessato al viceparroco.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Settembre 2021, 15:26
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