Michele, vittima dei bulli suicida a 17 anni. La mamma: «Caso archiviato, hanno chiuso gli occhi»

Michele, vittima dei bulli suicida a 17 anni. La mamma: «Caso archiviato, hanno chiuso gli occhi»

Il ragazzo aveva problemi motori e la sua vita a scuola era un incubo. La lettera in cui annunciava il suicidio è stata ignorata

A Storie Italiane parla la mamma di Michele Ruffino, il ragazzo di 17 anni vittima dei bulli che si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto dal ponte di Alpignano (Torino) nel febbraio 2018. La mamma racconta che poteva essere salvato e che l'ultima lettera del figlio è stata ignorata. «Tanti sapevano, Michele chiedeva aiuto, ma i professori a scuola hanno chiuso gli occhi». 

 

Leggi anche > Elena Aubry, mamma Graziella denuncia: «La memoria di mia figlia violata. Su Fb falso profilo col suo volto: chiudetelo!»

 

Michele aveva consegnato una lettera ad una ragazza che avrebbe dovuto recapitarla a un suo amico che lo aveva aiutato nei momenti difficili quando aveva gli attacchi di panico. In quella lettera Michele annunciava che si sarebbe ucciso, ma chi l'ha letta non avrebbe dato l’allarme in tempo. «Michele poteva essere salvato, i suoi compagni hanno fatto finta di non aver letto quella lettera», spiega la mamma.

 

Michele aveva problemi di salute e non camminava regolarmente, aveva problemi motori. Lo chiamavano «handicappato», «storpio», gli dicevano «devi morire», «sei gay», «non puoi dare niente alla società». La sua vita era un incubo. A distanza di tre anni non ci sono responsabili per quello che, secondo la madre di Michele, più che un suicidio sembra essere un’istigazione al suicidio. La madre ha denunciato un ragazzo nel giorno del funerale, ma il procedimento è stato archiviato. Davanti alla chiesa questo giovane parlando con altri coetanei avrebbe usato le parole «brutto» e «storpio». Il giudice ha ritenuto che quelle frasi non avessero contenuto diffamatorio. 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 30 Novembre 2021, 10:59
© RIPRODUZIONE RISERVATA