Medico rifiuta di vaccinare una donna incinta: «Non mi prendo la responsabilità». L'Ordine insorge: «Assurdo»

Medico rifiuta di vaccinare una donna incinta: «Non mi prendo la responsabilità». L'Ordine insorge: «Assurdo»

Rifiuta di vaccinare una donna incinta contro il Covid e contro il medico insorge l'ordine. Una donna, incinta al terzo mese di gravidanza, si è recata a un al centro vaccinale di Venezia, ma il medico dell'hub si è rifiutato di vaccinarla proprio per il suo stato.

 

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La richiesta del medico era quella di un attestato di buona salute da parte del ginecologo che seguiva la donna, come ha scritto lui stesso: «Si richiede il certificato del ginecologo che segue la signora... per poter procedere alla vaccinazione anti-Covid, come da decisione dei medici vaccinatori in caso di gravidanza». Al Corriere della Sera il medico spiega che non ci sono linee guida precise sulle donne in gravidanza e lui non ha voluto prendersi la responsabilità di vaccinarla.

 

«Non c’è ancora una letteratura scientifica consistente sugli effetti che l’anti-Covid potrebbe sortire nelle gestanti e nel feto, quindi prima di somministrarlo dobbiamo stare molto attenti e conoscere bene lo stato di salute della paziente. In caso di eventi avversi, la responsabilità è nostra», ha affermato. La donna, comunque, qualche giorno dopo si è regolarmente vaccinata dopo aver portato il certificato richiesto, ma l'episodio ha acceso la polemica.

 

La scelta del medico non è piaciuta al dottor Giancarlo Stellin, segretario reginale dell’Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani), che ha affermato: «Veramente l’anamnesi pre-vaccinazione dev’essere redatta proprio dal sanitario che poi procederà alla somministrazione. E comunque l’anti-Covid è fortemente raccomandato fin dal primo trimestre di gestazione, proprio perché la donna che aspetta un bambino è in condizioni immunitarie più impegnative». Della stessa opinione l'ordine dei medici: «Trovo abbastanza strano che i colleghi vaccinatori abbiano concordato tra loro di non somministrare l’anti-Covid alle donne incinte senza un certificato del ginecologo. Non l’ho mai sentito da nessuna parte, anche perché è assurdo costringere la paziente ad andare dallo specialista e poi a tornare all’hub, facendole fare una spola tra strutture sanitarie che la espone al pericolo di contagio».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Settembre 2021, 23:10
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