Schianto in Jaguar contro un masso lavico sulla Catania-Messina, processo riaperto: alla famiglia risarcimento dopo 25 anni

Schianto in Jaguar contro un masso lavico sulla Catania-Messina, processo riaperto: alla famiglia risarcimento dopo 25 anni

Dopo 25 anni si è chiusa la vicenda giudiziaria relativa alla morte di un uomo, il 52enne Alfio Salvatore Caponetto, deceduto sull'autostrada Messina-Catania nell'ottobre 1996. L'imprenditore nel settore informatico si schiantò con la sua Jaguar contro un grosso masso lavico a margine della carreggiata autostradale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il Cas, il Consorzio per le Autostrade Siciliane debba risarcire i familiari per quanto accaduto un quarto di secolo fa.

 

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«Quel tratto era privo della idonea barriera di sicurezza», sostennero i familiari di Caponetto, costituitisi contro il Consorzio autostrade siciliane. Come riporta l'Eco del Sud, nel corso dell’attività processuale, l’accusa sostenne che Caponetto: «pur procedendo ad andatura moderata, a causa delle condizioni disastrate del manto stradale (peraltro reso viscido dalla pioggia) perdeva il controllo del mezzo, andando a finire fuori strada ed urtando quindi contro il grosso masso lavico». 

 

Si evidenziava anche  che «essendosi verificato l’incidente in un tratto di strada rettilineo, era da escludere che la perdita di controllo del veicolo potesse essere imputabile ad una manovra imprudente del Caponetto, quale un sorpasso azzardato ovvero l’aver affrontato una curva a velocità elevata». Nel 2006, tuttavia, il giudice non riconobbe la responsabilità del Cas nella morte di Alfio Caponetto. Ora le cose sono cambiate. 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Luglio 2021, 11:19
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