Femminicidio a Pordenone, l'avvocatessa rinuncia a difendere il killer: «Non posso, mi batto per le donne»

Femminicidio a Pordenone, l'avvocatessa rinuncia a difendere il killer: «Non posso, mi batto per le donne»

L'avvocatessa rinuncia a difendere l'uomo accusato del femminicidio della fidanzata. Accade a Pordenone, dove questa mattina una ragazza di 32 anni, Aurelia Laurenti, è stata uccisa e per l'omicidio è sospettato il compagno Giuseppe Forciniti, infermiere di un anno più vecchio. L'avvocatessa Rossana Rovere, già presidente dell'Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone, era stata scelta da Forciniti come suo avvocato ma ha rinunciato all'incarico.

 

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La legale è da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne: «Non sono serena, io non posso assumere le difese di quest'uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne», ha commentato. L'uomo si è presentato in Questura a Pordenone poco prima dell'una della scorsa notte, e ha riferito che, poco prima, nella sua abitazione di Roveredo in Piano, aveva avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa. Poi però, messo alle strette, ha ammesso di aver avuto una lite con la compagna. La coppia, che aveva due figli piccoli, viene definita come tranquilla, senza problemi particolari: vivevano a Roveredo dal 2013.

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Novembre 2020, 13:38
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