Bambina picchiata dal compagno della madre, il gip convalida il fermo: «Resti in carcere, potrebbe farlo di nuovo»
di Emilio Orlando

Bambina picchiata dal compagno della madre, il gip convalida il fermo: «Resti in carcere, potrebbe farlo di nuovo»

Socialmente pericoloso e violento. Rischio di fuga e di reiterazione del reato. Dopo averla buttata per terra ha colpita ripetutamente con calci e pugni finchè non ha smesso di respirare. Tutto per farla smettere di piangere. Federico Zeoli deve rimanere in cella nel carcere di Velletri. Il giovane venticinquenne di Vinchiaturo in provincia di Campobasso s trova in isolamento nella sezione speciale del penitenziario di via dei Cinque Archi dove ci sono i criminali a rischio vita perchè manifestano tendenze suicide o perchè si sono macchiati di delitti infamanti, specialmente contro i bambini, che all' interno delle mura carcerarie suscitano reazioni violente di “giustizia” fai da te da parte degli altri detenuti, che secondo un codice non scritto riservano a costoro pestaggi e punzioni.

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L' uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e del tentato omicidio della bimba di ventidue mesi mesi ricoverata all’ospedale Bambino Gesù di Roma. I fatti sono avvenuti a Genzano di Roma in via San Carlino e risalgono a mercoledì sera quando la madre della vittima è rientrata in casa, dove aveva lasciato Zeoli con le tre figlie avute da un' altra relazione. La versione dei fatti fornita ai medici dell' ospedale di Ariccia, un piccolo comune poco distante da Roma nel cuore dei castelli romani, non ha li ha convinti ed hanno deciso di approfondire. Il corpicino privo di sensi della bambina presentava vistose ecchimosi e lividi, bruciature di sigarette e morsi profondi provocati secondo un primo esame qualche giorno prima. Gli agenti del commissariato ed i detective  della squadra mobile della questura capitolina hanno fatto scattare, le sera stessa della scoperta dell' orrore, le manette ai polsi di Federico Zeoli. La situazione di estremo degrado e di grave nocumento sanitario in cui vivevano le gemelline dentro l'  abitazione diroccata, simile ad una baracca vicino alla tangenziale,  era ben nota ai serivizi sociali che sono intervenuti solo ieri, trasferendo in una casa famiglia le altre due figlie della donna tra cui la gemella di quella ricoverata. 

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Intanto migliorano progressivamente le condizioni di A.D.M. la piccola ricoverata al Bambin Gesù. Secondo il bollettino medico diffuso dall' ospedale i parametri cardio-respiratori sono stabili e la bambina già da ieri è stata estubata. Alla madre ed al padre della piccola ricoverata è stato interdetto l' accesso nella struttura ospedaliera del gianicolo. Nella cittadina di Genzano che si trova vicino al lago di Nemi, famoso per le navi romane appartenute all' imperatore Caligola adagiate sui profondi fondali e per le sacerdotesse del bosco di Diana, zone dove si praticano discipline esoteriche tra storia e misticismo ma anche culla di sette e riti satanici, a metà degli anni '90, un altro fatto drammatico sconvolse la tranquillità del piccolo centro famoso per la festa dell' "Infiorata". Una bambina di appena due mesi di nome Maria Ilenia Politanò  piangeva continuamente ed i genitori credevano che fosse indemoniata. Volevano esorcizzarla  ma finì per essere seviziata, brutalmente, convinti così di sottrarla a Satana. E l'uccisero. I suoi genitori, gli zii, una nonna, una cugina della madre, otto persone in tutto, che parteciparono al rito satanico, finirono in carcere. Il fatto avvenne in Calabria a Polistena dove i genitori Michele Politanò e Laura Lumicisi, dopo i loro vari e inutili tentativi di "liberare" la figlia, decisero di affidarla agli esorcismi dello zio Vincenzo Fortino, che viveva a Genzano di Roma dove gestiva un forno ed a Domenico Lumicisi un suo collaboratore. Il primo considerato era una sorta di santone, il secondo un "apprendista".


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Ultimo aggiornamento: 19:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA