Benzina e diesel, i prezzi risalgono dopo il lockdown: la verde supera gli 1,4 euro al litro

Benzina e diesel, i prezzi risalgono dopo il lockdown: la verde supera gli 1,4 euro al litro

Finito il lockdown e in piena fase 3, il prezzo dei carburanti torna a salire: dopo il calo drastico nel periodo della reclusione forzata per la pandemia di coronavirus, per via del crollo dei consumi e delle quotazioni internazionali, il prezzo medio in modalità self service della benzina risale a quota 1,4 euro al litro. In base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati di ieri comunicati dai gestori al Mise, i diversi marchi sono compresi tra 1,395 e 1,421 euro al litro (no logo 1,376), con una media di 1,400 euro al litro rispetto a 1,396 di ieri. Al servito, la verde costa in media 1,547 euro al litro, con gli impianti tra 1,551 e 1,613 euro al litro (no logo 1,432). Secondo i dati settimanali del ministero, la benzina in modalità self era scesa sotto la soglia di 1,4 euro a fine aprile, senza più toccarla per due mesi.

Leggi anche > Ricciardi: «La seconda ondata si diffonderà tra i giovani. Pandemia finita dopo 40 giorni a 0 contagi»

Il prezzo medio praticato del diesel self è invece di 1,284 euro al litro (1,280 ieri), con le compagnie posizionate tra 1,278 e 1,305 euro al litro (no logo 1,257). Nella modalità servito la media del gasolio è a 1,433 euro/litro (1,431 il livello rilevato ieri) con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,397 e 1,498 euro al litro (no logo 1,314). Infine, il Gpl va da 0,574 a 0,600 (no logo 0,571). Ieri, sottolinea Quotidiano energia, ad alzare i prezzi raccomandati è stata Eni ed oggi, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo che hanno chiuso contrastanti, sono state IP e Tamoil ad aumentare di 1 centesimo benzina e diesel. Le medie dei prezzi praticati sul territorio, per effetto delle ultime decisioni delle compagnie, si sono mosse così verso l'alto.

CODACONS: SALIRANNO I PREZZI ALIMENTARI «L'aumento dei prezzi dei carburanti non è da attribuire all'andamento delle quotazioni petrolifere, ma risiede nell'incremento degli spostamenti degli italiani durante la Fase 3». Lo afferma il Codacons, intervenendo sui rincari dei listini presso i distributori italiani. Il petrolio, sottolinea l'associazione in una nota, «registra in questi giorni quotazioni stabili attorno ai 40 dollari al barile, mentre a crescere sensibilmente è l'utilizzo delle automobili da parte degli italiani, che tornano a spostarsi per il paese per raggiungere le seconde case o recarsi al mare - spiega il Codacons - Proprio la ripresa dei consumi petroliferi determina un rialzo ingiustificato dei prezzi alla pompa, che danneggia non solo gli automobilisti ma l'intera collettività, con ripercussioni negative sui prezzi dei prodotti trasportati, a partire dagli alimentari».

UNIONE CONSUMATORI: PREZZO AUMENTA CON FASE 3 «Da quando sono ripresi gli spostamenti liberi all'interno della propria regione, in un mese, su un pieno di 50 litri di carburanti c'è stato un aggravio di 93 cent per la benzina e 83 cent per il gasolio. Non sembra un rincaro astronomico, eppure su base annua è pari ad un incremento di spesa per autovettura pari a 22,3 euro all'anno per la benzina e 20 euro per il gasolio». È quanto calcola l'Unione nazionale consumatori in una nota, alla luce dei rincari dei prezzi della benzina. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Giugno 2020, 15:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA