Perché è facile non capirsi? Alessia Lautone, direttrice Lapresse: «Mai invitata dai compagni del liceo per un malinteso»

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di Alessia Lautone

Ero al liceo e i miei compagni si vedevano di pomeriggio, o la sera, ma nessuno mi chiedeva di uscire. E io, troppo orgogliosa per fare il primo passo ma, in fondo, anche troppo insicura per avvicinarmi, restavo nel mio. Tanti scherzi a scuola, poi nulla. Nessuna eccezione, neanche dal compagno di banco che mi prestava il quaderno di matematica per non farmi beccare impreparata.Un giorno ci troviamo a studiare insieme e io, all'improvviso, chiedo: «Perché non mi chiamate mai quando uscite?». Lui, arrossisce e risponde: «Abbiamo sempre creduto che non saresti mai venuta con noi Pensavamo ti vedessi con quelli più grandi». Iniziano qui i fraintendimenti della mia vita e continuano ancora oggi. Nonostante io abbia imparato a essere diretta, troppo diretta. La verità sempre sbattuta in faccia senza filtri e senza mezze misure. Senza possibilità di fraintendimenti, quindi. Penso io. E invece vengo fraintesa ancora, quasi sempre. Allora mi affanno a essere ancora più diretta, in un crescendo di verità malsane che distruggono l'interlocuzione e, mannaggia a me, nella maggior parte dei casi, anche noi interlocutori, che, comunque, continuiamo a non capirci.
Cosa non funziona in me? Nel tragitto tra la mia bocca e l'orecchio altrui, il messaggio compie giri inesplorati e inimmaginabili.
E io torno a essere quella liceale, incompresa e incomprensibile.
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Ottobre 2021, 09:25
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