Bus dirottato, il pm: «Sy deve restare in carcere, può colpire ancora»

Ousseynou Sy, il 47enne che due giorni fa ha dirottato il bus che guidava con 51 bambini e tre adulti a bordo e poi gli ha dato fuoco, potrebbe colpire ancora e fare altre azioni simili. Ne sono convinti i pm milanesi che nella richiesta di custodia in carcere hanno indicato il pericolo di reiterazione del reato di strage come esigenza cautelare. Per gli inquirenti fu lui ad appiccare il fuoco al pullman, mentre Sy sostiene che le fiamme divamparono accidentalmente.

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Come esigenza cautelare nella richiesta, inoltrata al gip Tommaso Perna che oggi pomeriggio interrogherà Sy alla presenza anche dei pm, Alberto Nobili, capo del pool dell'antiterrorismo milanese, e il collega Luca Poniz hanno indicato per la misura in carcere il pericolo di reiterazione del reato, ossia il fatto che l'ormai ex autista di bus, se rimesso in libertà, potrebbe compiere altre azioni dello stesso tenore, anche perché non ha mostrato finora alcun segno di pentimento.

Anzi, Sy ha rivendicato il suo «gesto eclatante» come «segnale per l'Africa» e contro le politiche sui migranti dell'Italia e dell'Ue. Gli inquirenti sono convinti, inoltre, che l'uomo, che aveva già cosparso il bus col gasolio nelle fasi del dirottamento, abbia appiccato il fuoco prima che i carabinieri riuscissero a bloccarlo e mentre i primi bambini riuscivano ad uscire dal bus dai finestrini e a salvarsi. Un elemento di conferma sta nella mano ustionata di Sy.

Da quanto si è saputo, gli investigatori stanno ancora lavorando per recuperare il video-manifesto con cui Sy aveva annunciato la sua azione ad alcuni suoi contatti italiani e senegalesi sul suo canale privato di YouTube, dove si presentava col nome di 'Paul Sy'. Agli inquirenti, infine, stando a quanto riferito, non risulta un precedente tentativo di dirottamento di un bus da parte dell'uomo qualche giorno prima di quello riuscito. E l'ex moglie dell'uomo, già sentita dai pm, non avrebbe saputo fornire indicazioni utili alle indagini.

È stato fissato per oggi pomeriggio alle 15.30 nel carcere milanese di San Vittore l'interrogatorio davanti al gip di Milano Tommaso Perna per Ousseynou Sy Per l'uomo, difeso dal legale Davide Lacchini, il procuratore aggiunto Alberto Nobili e il pm Luca Poniz hanno chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere con le accuse di strage aggravata dalla finalità di terrorismo, sequestro di persona, resistenza e incendio.

Dopo l'interrogatorio, che si terrà nel carcere milanese, il giudice dovrà decidere sulla convalida dell'arresto e sulla misura cautelare, decisione che pare già scontata, dato che lo stesso 47enne ha ammesso i fatti, anche se ha sostenuto, davanti ai pm due giorni fa, che non voleva fare male a nessuno. Non si è pentito, infatti, di avere terrorizzato 51 bambini per oltre un'ora, salvati solo grazie a uno di loro che è riuscito a dare l'allarme e alla prontezza dei carabinieri.

Anzi, Ousseynou Sy, ormai ex autista e 'lupo solitariò, spera, come ha detto ieri a chi l'ha incontrato in carcere, che il suo folle «segnale» sia arrivato a destinazione. Gli inquirenti stanno passando in rassegna il suo passato e i suoi contatti, anche quelli in Senegal, escludendo però collegamenti con l'Isis o gruppi jihadisti. Gli investigatori puntano ad acquisire integralmente e analizzare quel 'video-manifestò, partito dal suo canale privato su YouTube, nel quale Sy aveva presentato quel «gesto eclatante».

E stanno cercando di capire se ce ne siano altri in circolazione, oltre ad aver sequestrato materiale informatico nella sua casa a Crema. Sy, tra l'altro, aveva già mentito all'azienda più di una decina d'anni fa quando gli era stata sospesa la patente per guida in stato d'ebbrezza e lui si era dato malato, mentre nell'ottobre scorso era stato condannato a un anno per molestie ad una 17enne a bordo di un autobus nove anni fa. Era sempre lui il conducente.

Venerdì 22 Marzo 2019, 11:52
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