Pornhub, chiuso l'account Instagram. La risposta social: «Kim Kardashian sì e noi no?»

Pornhub, chiuso l'account Instagram. La risposta social: «Kim Kardashian sì e noi no?»

Prima la sospensione, poi l'eliminazione. Meta è passata all'azione: ha definitivamente rimosso da Instagram l'account ufficiale di Pornhub. Da inizio settembre, l'account Instagram di Pornhub, controllata da Mindgeek e che pubblica contenuti espliciti, era stato messo in stop. E, ora, come riportare la notizia Motherboard, la società di Mark Zuckerberg ha sentenziato: «Abbiamo permanentemente disabilitato questo account Instagram per violazioni ripetute delle nostre policy. Per circa dieci anni comportamenti non consentiti dalle regole inerenti alla pubblicazione di contenuti per adulti, di natura sessuale e nudità».

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I motivi

Dunque, l'account Instagram di Pornhub che contava 13,1 milioni di follower e 6.200 post è stato rimosso. Come riporta la Stampa, in realtà, l'account è sotto osservazione da diversi anni: le critiche al sito per aver favorito la distribuzione di materiale pedopornografico sono cresciute al punto da spingere a giugno scorso alle dimissioni del Ceo Feras Antoon e del Coo David Tassillo. «Qualsiasi insinuazione sul fatto che Mindgeek non prenda sul serio l'eliminazione di materiale illegale è categoricamente falso», aveva dichiarato la proprietà di Pornhub al Washington Post ad agosto. I profili Pornhub su Twitter (circa 3.4 milioni di follower) e YouTube (883 mila iscritti) sono ancora online.

LA RISPOSTA DI PORNHUB

Ma questa non è stata una eliminazione in sordina. La stessa pagina bannata e poi eliminata ha risposto. Pornhub ha scritto una lettera aperta indirizzata al capo di Meta, accusandolo di doppiopesismo. «Porre fine a tutte le discriminazioni nei confronti di coloro che sono coinvolti nel settore per adulti e di ripristinare immediatamente tutti gli account, incluso Pornhub, che non hanno violato nessuno dei Termini di servizio di Instagram». 

«Chiediamo una spiegazione  - continua Pornhub - e una guida sul motivo per cui i nostri account vengono continuamente eliminati e sul motivo per cui i contenuti per i quali spendiamo denaro per interagire con il nostro pubblico vengono rimossi, anche quando non violiamo nessuna delle regole di Instagram». 

Il paragone con Kim Kardashian

La lettera cita specificamente un post Instagram del 6 settembre di Kim Kardashian, una delle celebrità più seguite della paittaforma, che includeva una sua foto sulla copertina del numero di settembre 2022 della rivista Interview in cui il suo lato B ben visibile. «Kim Kardashian ha pubblicato il suo c**o completamente esposto - denuncia Pornhub - ai suoi 330 milioni di follower senza alcuna azione restrittiva da parte di Instagram. Siamo felici di vedere che Kim e il team artistico dietro l’immagine siano liberi di condividere il loro lavoro sulla piattaforma, ma ci chiediamo perché ci venga negato lo stesso trattamento».

LA CONTRORISPOSTA DI META

«Abbiamo disabilitato in modo permanente questo account Instagram per aver violato ripetutamente le nostre politiche – afferma il portavoce. Sappiamo che ci sono momenti in cui le persone potrebbero voler condividere immagini di nudo che sono di natura artistica o creativa, ma per una serie di motivi, non permettiamo la nudità su Instagram. Inoltre, Instagram aderisce agli standard della comunità aziendale di Meta, che in materia di adescamento sessuale vietano tentativi di coordinamento o reclutamento per attività sessuali per adulti. I post su Instagram di Pornhub contenevano video come “Il prossimo obiettivo di carriera” che incoraggiavano le persone a diventare artisti della pornografia».

LA STORIA

La Stampa riporta le origini alla base della disapprovazione di Meta verso l'account Instagram di Pornhub. Tutto inizia nel 2014, quando viene pubblicato su Pornhub il video hard di una ragazzina di 13 anni. Il materiale pedopornografico venne caricato sul sito dal suo ragazzo dell'epoca, senza il suo consenso. Parte la querela. Non è la sola. Nel 2021 altri hanno chiamato in giudizio Pornhub e Mindgeek, accusando lo sfruttamento e la monetizzazione di materiale pedopornografico, video di stupri, contenuti trafficati e rubati. Nel mirino finiscono anche Traffic Junky, societa' che si occupa della raccolta pubblicitaria per il sito, e Visa. Secondo la causa, le entrate generate da Traffic Junky rappresentano oltre la metà dei guadagni di MindGeek. Visa è accusata di avere consapevolmente facilitato la capacità di MindGeek di monetizzare il contenuto illegale. La compagnia ha chiesto di essere rimossa da caso, ma la richiesta è stata respinta dal giudice Cormac J. Carney della Corte distrettuale degli Stati Uniti della California. Nel 2020 Visa e Mastercard hanno sospeso i privilegi di pagamento di Traffic Junky. In risposta alle critiche, Pornhub ha adottato misure come la rimozione di tutti i contenuti dagli utenti non verificati e la rimozione del download, funzione che consente a qualsiasi utente di scaricare i video. In questo quadro da segnalare anche la pressione di TraffickingHub, movimento che ha come obiettivo «chiudere Pornhub e ritenere i suoi dirigenti responsabili di consentire, distribuire e trarre profitto da stupri, abusi sui minori, traffico sessuale e abusi sessuali basati sull'immagine criminale». Il gruppo è stato fondato nel 2020 da Laila Mickelwait (che dice composto da 2,2 milioni di persone e 600 associazioni), attivista contro la tratta sessuale, con legami con gruppi cristiani evangelici. In un post su Twitter, quando la sospensione era ancora temporanea, Mickelwait aveva scritto che Instagram e Meta hanno preso «la decisione giusta tagliando i legami con Pornhub» e che era tempo che altre grandi aziende tecnologiche come Google, Amazon e Microsoft «seguissero l'esempio». Sulla stessa linea anche Dawn Hawkins, Ceo del National Center on Sexual Exploitation. «Instagram sta scegliendo coraggiosamente di smettere di collaborare con Pornhub, ed è tempo che tutte le entità aziendali seguano il suo esempio» aveva postato su Twitter.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Settembre 2022, 14:33
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