Ebola, l'epidemia in Congo è emergenza internazionale: «1600 morti in un anno»

Ebola, l'epidemia in Congo è emergenza internazionale: «1600 morti in un anno»

L'ebola torna a terrorizzare il mondo. Dopo la recente epidemia in Africa, che aveva portato anche al diffondersi di casi in altri paesi del mondo, torna la paura per il virus. Il focolaio sembra essere partito dalla Repubblica Popolare del Congo dove dallo scorso agosto di sono registrati oltre 2500 casi di cui 1600 mortali, per questo l'ebola  è stata dichiarata un'emergenza sanitaria pubblica internazionale.

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La decisione è stata presa dal Comitato istituito dall'Oms, che si è riunito a Ginevra per la quarta volta dall'inizio dell'epidemia nel paese africano, lo scorso ottobre. "La dichiarazione - ha precisato il direttore del Comitato Robert Steffen - è una misura che riconosce il possibile aumento del rischio nazionale e regionale, e il bisogno di una azione coordinata e intensificata per gestirlo". A preoccupare gli esperti è l'espansione geografica dell'epidemia, con i casi che ora coprono un'area di 500 chilometri quadrati. "Nessun paese dovrebbe chiudere i propri confini o porre restrizioni ai viaggi o ai commerci - ha precisato Steffen -. Queste misure sono implementate di solito in base alla paura e non hanno basi scientifiche". La risposta, ha sottolineato il direttore generale Oms Thedros Adhanom Ghebreyesus, è stata ritardata anche dalla mancanza di fondi. "E' tempo che il mondo prenda coscienza e raddoppi gli sforzi - ha affermato -. Dobbiamo lavorare insieme in solidarietà con il Congo per mettere fine all'epidemia e costruire un sistema sanitario migliore. Un lavoro straordinario è stato fatto per quasi un anno nelle circostanze più difficili. Dobbiamo a questi operatori un contributo maggiore".

In Congo, 750 bambini sono stati colpiti dal virus Ebola (31% dei casi) ed il 40% ha meno di 5 anni. Fino ad oggi quasi 2.500 persone sono state contagiate nel focolaio in corso, di cui 1.665 sono morte. Lo ha reso noto Marixie Mercado, portavoce dell'Unicef al Palazzo delle Nazioni a Ginevra, dopo una missione nella Repubblica Democratica del Congo, a Kivu Nord e Ituri, le due province colpite dal virus, e a Goma, Beni, Butembo e Bunia. "Questa epidemia - ha avvertito Mercado - sta contagiando un maggior numero di bambini rispetto alle precedenti. Al 7 luglio, si erano verificati 750 contagi fra i bambini. Questo numero rappresenta il 31% del totale dei casi, rispetto a circa il 20% nelle epidemie precedenti.
Giovedì 18 Luglio 2019, 22:58
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