Covid, vaccino più vicino. Azienda Usa annuncia: «Siamo alla fase finale»
di Simone Pierini

Covid, vaccino più vicino. Azienda Usa annuncia: «Siamo alla fase finale»

Accelera la corsa al vaccino anti Covid. L'azienda biotech americana Moderna ha annunciato che il 27 luglio entrerà nella fase finale dei test clinici per il suo vaccino, diventando la prima società al mondo a raggiungere questa tappa. A questa fase, che dovrebbe terminare per la fine di ottobre, parteciperanno 30mila persone: a metà di esse verrà iniettata una dose di 100 microgrammi, mentre l'altra metà assumerà una sostanza placebo. Secondo la rivista scientifica New England Journal of Medicine tutte le 45 persone tra i 18 e i 55 anni su cui è stato finora testato l'Mnra - che Moderna ha ottenuto da materiale genetico del virus - hanno sviluppato anticorpi. L'obiettivo è di arrivare ad un prodotto finito e sufficientemente sicuro al più presto all'inizio del prossimo anno.

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GLI ESPERTI Secondo il noto immunologo americano Anthony Fauci, membro più autorevole della task force della Casa Bianca, il vaccino dovrebbe essere pronto «entro il prossimo anno, anno e mezzo». Lo scienziato ha riferito di aver avuto rassicurazioni sulla realizzazione sino ad un miliardo di dosi, consentendo la distribuzione in tutto il mondo. Per il virologo del San Raffaele di Milano Roberto Burioni si tratta di «un passo notevole» anche se «i risultati della sicurezza sono meno fantastici, la tollerabilità del vaccino non è stata eccezionale». «I primi dati dicono che funziona», avverte Burioni che mette però in guardia invitando a «non stappare lo champagne, perché non c'è nulla di definitivo. Quarantacinque pazienti seguiti per 57 giorni sono un niente rispetto ai miliardi di persone che dovrebbero essere vaccinate».

GLI ALTRI VACCINI Prima dell'annuncio di Moderna, il vaccino che sembrava più avanti era quello cinese dell'azienda biotech CanSino che dal 25 giugno ha iniziato la sperimentazione sui militari e il cui studio è giù stato pubblicato sulla rivista Lancet. Il più avanzato in Europa è quello dell'università di Oxford, sviluppato in stretta collaborazione con l'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia, che sarà distribuito dalla casa farmaceutica AstraZeneca. «L'accordo che abbiamo firmato con AstraZeneca prevede la produzione di 400 milioni di dosi, di cui 60 da consegnare entro la fine dell'anno», le parole di lunedì del ministro della Salute Roberto Speranza durante il suo intervento in Senato.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 16 Luglio 2020, 07:38
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