Calabrone killer, ora è allerta totale: ecco come può uccidere un topo in pochi istanti
di Enrico Chillè

Calabrone killer, ora è allerta totale: ecco come può uccidere un topo in pochi istanti

L'allerta per il calabrone killer, originario dell'Asia, si fa sempre più alta. Questa specie invasiva, proveniente dal Giappone e da altri paesi asiatici, sta iniziando a preoccupare non poco gli Stati Uniti e il Canada, dove si sta diffondendo rapidamente e con il rischio di creare un vero e proprio disastro ambientale.

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Questo calabrone, di notevoli dimensioni (può arrivare fino ai 5 centimetri di lunghezza) e dotato di un pungiglione estremamente lungo, non solo è pericolosissimo per l'uomo, ma anche per altri animali, a cominciare dalle api. Alcuni zoologi e apicoltori degli Stati Uniti hanno infatti lanciato l'allarme: «Con le sue dimensioni e la sua voracità, è in grado di sterminare una colonia di api in poche ore». Oltre alle api, il calabrone killer proveniente dall'Asia è in grado di uccidere anche animali decisamente più grandi: lo dimostra un filmato, assolutamente sconsigliato ai più sensibili, in cui questa specie di insetto riesce a pungere e a uccidere, in pochi istanti, un topo. Mentre il povero roditore tenta di divincolarsi, il calabrone killer non si stacca mai dal corpo dell'animale, mordendolo per tenerlo fermo e continuando a infilzare il suo pungiglione.

Le prime scoperte di questa specie invasiva, diffusasi negli Stati Uniti e nel Canada, risalgono al novembre dello scorso anno. Alcuni zoologi nordamericani stanno studiando delle strategie per frenare la loro diffusione, anche se dall'Asia, dove questo terribile insetto è molto più conosciuto, arrivano notizie allarmanti: in Giappone, finora, questa specie ha ucciso ogni anno almeno 50 persone. «Il pungiglione è così lungo da attraversare anche gli indumenti tipici degli apicoltori» - spiega Jun-ichi Takanashi, zoologo e ricercatore dell'università di Kyoto - «Se poi attaccano in gruppo, questi calabroni possono iniettare nell'organismo delle loro vittime una quantità di veleno pari, se non superiore, a quella del morso di un serpente».
Ultimo aggiornamento: Domenica 10 Maggio 2020, 18:33
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