Ucraina, la Ue prepara un piano anti-crisi: Macron lancia un «Recovery di guerra». Più flessibilità e bond condivisi

Falchi divisi sugli eurobond. E Bruxelles fissa al 2027 l’indipendenza dal gas russo. Il presidente francese: «Questa guerra cambierà l’Europa più della pandemia»

Video

di Francesca Pierantozzi

«Da qui, stasera, parte un segnale forte: la guerra in Ucraina è una tragedia e un trauma, ma è anche l’elemento che ci porterà a ridefinire completamente l’architettura della nostra Europa». Secondo Emmanuel Macron l’Unione europea rinascerà più sovrana, più forte e autonoma già prima dell’estate. Nella corte di marmo della reggia di Versailles il presidente francese (e presidente di turno del Consiglio europeo), ha fissato obiettivi e road map per lanciare una controffensiva alla crisi scatenata dall’invasione russa. L’occasione: il vertice informale dei 27 capi di Stato e di governo della Ue, che Macron ha riunito ieri per una cena nella Galleria degli Specchi, dove fu firmato il trattato di Versailles che metteva fine alla prima guerra mondiale. E dove appena 5 anni fa ricevette in pompa magna Vladimir Putin. Oggi si proseguirà con la sessione plenaria e poi la risoluzione finale. Doveva essere una riunione quasi festiva, per indicare la via d’uscita dalla pandemia e fissare un’agenda climatica, è diventata una riunione di crisi e di rifondazione, da cui usciranno decisioni «strategiche», non immediatamente operative, ma con un calendario stretto su un ordine del giorno che prevede di ridefinire politica economica, energetica, agricola, militare.

L’obiettivo è anche mantenere l’unità che finora ha consentito all’Europa di rispondere praticamente all’unisono alla guerra di Putin. I 27, senza troppe sfumature, hanno escluso qualsiasi adesione rapida dell’Ucraina all’Unione (come chiesto dal presidente Zelensky) anche se non escludono di poter crear” una forma di partenariato più stretto. «Potremmo aprire una procedura di adesione con un paese in guerra? Non credo. Ma possiamo chiudere la porta e dire mai? Sarebbe ingiusto», ha chiosato Macron. Si lavora dunque per inviare «un segnale politico di appartenenza alla famiglia europea» all’Ucraina (e a Georgia e Moldavia), che preveda un «rafforzamento della cooperazione in settori economici, dell’istruzione e della ricerca». Macron assicura: «L’Europa è cambiata sotto i colpi della pandemia, cambierà ancora di più e più velocemente a causa della guerra». Da Versailles i 27 daranno mandato alla Commissione per redigere e riformare delle norme «entro la fine di marzo» in materia di autonomia energetica e protezione di cittadini e imprese dagli aumenti dei prezzi. 

Dipendenza dal gas

Secondo la presidente della Commissione Ursula von Der Leyen la fine della dipendenza energetica dell’Ue dalla Russia si potrebbe concretizzare entro il 2027. «Putin dice che non taglierà le forniture, ma fino a quando? – si è chiesto Macron –. La Francia è meno dipendente di altri dal gas russo, anche perché ha il nucleare, ma l’Europa dipende in gran parte dal gas che importa, e il 40 per cento è russo. Saremo solidali, come lo siamo stati per i vaccini. Qui decideremo a quale ritmo possiamo diminuire e sopprimere questa dipendenza». Da rivedere anche la Difesa, con proposte da portare a un «consiglio straordinario» entro fine maggio. Sugli investimenti e un eventuale Recovery Plan Guerra (con Eurobond) da accoppiare a quello del Rilancio post pandemia, l’unità sembra scricchiolare. Fonti francesi pre-vertice, avevano ventilato la cifra di almeno cento miliardi di euro necessari per far fronte alle ricadute economiche della guerra e delle sanzioni. Ma altri frenano. «Nel Ricovery plan c’è già tutto quello che serve» ha fatto sapere l’olandese Mark Rutte. Eppure, nel fronte del Nord, qualche apertura si intravede. Il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha sorpreso tutti parlando nettamente di «investimenti comuni necessari». Sulla guerra, pochi spiragli da Macron, che ha condannato «l’azione indegna e immorale” del bombardamento sull’ospedale pediatrico di Mariupol: «Riparlerò con Putin tra 48 ore». Dopo il colloquio di ieri insieme al tedesco Scholz. Il presidente francese è realista: «Non vedo a breve termine un cessate il fuoco o una soluzione diplomatica». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Marzo 2022, 14:11
© RIPRODUZIONE RISERVATA