Ucraina, la Ue estende le sanzioni ma non taglia il gas russo. Cina: «No ad azioni unilaterali»

Oggi a Versailles il summit europeo: nella black list altri 160 nomi di oligarchi

La Ue estende le sanzioni, ma non taglia il gas russo. Cina: «No ad azioni unilaterali»

di Gabriele Rosana

Nuove sanzioni contro Mosca e Minsk, mentre il Cremlino promette contromisure che colpiranno «aree sensibili» delle economie occidentali. A due settimane dall'inizio dell'aggressione in Ucraina, l'Europa torna a stringere la morsa delle restrizioni che colpiscono non solo la Russia di Vladimir Putin , ma sempre più anche la Bielorussia dell'autocrate Aleksandr Lukashenko visto il suo attivo coinvolgimento nella guerra a fianco del Cremlino. Il tutto alla vigilia del vertice di Versailles di oggi, che segnerà l'apice del semestre di presidenza europea della Francia. Incontro pensato inizialmente come brainstorming per cambiare il Patto di Stabilità, e che sarà naturalmente dedicato all'emergenza ucraina.

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Intanto, la Cina si smarca e contesta «sanzioni unilaterali che non hanno fondamento nel diritto internazionale». Con 160 nuovi nomi che si aggiungono all'elenco, il pacchetto Ue amplia la lista di oligarchi e russi dirigenti e dei loro familiari i cui beni sono congelati nell'Ue ea cui è vietato l'ingresso nel territorio dell'Unione. Il provvedimento stacca da Swift, il sistema di messaggistica finanziaria che regola i pagamenti internazionali in tutto il mondo, tre banche bielorusse (Belagroprombank, Bank Dabrabyt e Development Bank), mentre vengono risparmiate ancora una volta dalla tagliola Ue le compagnie energetiche: dopo aver presentato la sua strategia per ridurre le cose di metano russo, Bruxelles decide di non seguire Washington e Londra, che hanno invece deciso di tagliare i ponti con gas e petrolio di Mosca. 

LE CRIPTOVALUTE
Ieri gli ambasciatori dei Ventisette Stati membri hanno poi confermato che il congelamento dei beni riguarda anche gli asset in criptovalute: nei giorni scorsi il Bitcoin aveva riscosso un notevole successo sui mercati, a dimostrazione del fatto che è stato visto da subito come un bene rifugio digitale per mettere i capitali al riparo dalle misure occidentali. Un’interpretazione adesso smentita dal chiarimento arrivato da Bruxelles. Nel dettaglio, nella black list Ue sono finiti 14 imprenditori di spicco coinvolti in settori economici chiave - dall’amministratore delegato della compagnia di bandiera Aeroflot all’ex pilota di Formula 1 Nikita Mazepin, figlio di un oligarca che produce fertilizzanti -, insieme ai 146 membri del Consiglio della Federazione russa. Stop all’export verso Mosca anche per il settore marittimo, mentre vengono vietate le transazioni con la Banca centrale di Minsk e i depositi superiori a 100mila euro per i cittadini bielorussi nell’Ue. Se il premier olandese Mark Rutte ha spiegato che «le sanzioni stanno funzionando», la collega estone Kaja Kallas ha invitato «ad avere pazienza» per valutarne gli effetti dirompenti. 

La Russia, intanto - ha fatto sapere un alto funzionario del ministero degli Esteri - sta lavorando a una risposta «rapida» e «ponderata» alle restrizioni imposte dall’Occidente: le contromisure avranno come obiettivo «le aree più sensibili» dell’economia, minaccia Mosca. Defilata invece Pechino: il blocco all’import di combustibili russi annunciato dagli Usa «provocherà solo serie difficoltà alle persone e all’economia e aggraverà le divisioni», ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, confermando che «la cooperazione energetica in atto» tra Cina e Russia continuerà senza intoppi. Ieri il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che chiede lo stop ai passaporti d’oro acquistati con disinvoltura in vari Paesi Ue, da Malta a Cipro, proprio dagli oligarchi russi, mentre pure il Forum economico di Davos, punto di incontro del gotha finanziario mondiale, ha interrotto le relazioni con Mosca.
 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Marzo 2022, 19:27
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