Vaccino Covid, Arcuri: «Il taglio di Pfizer è una certezza», meno sieri anche da Astrazeneca. Spunta il giallo sulla moltiplicazione delle dosi

Vaccino Covid, Arcuri: «Il taglio di Pfizer è una certezza», meno sieri anche da Astrazeneca. Spunta il giallo sulla moltiplicazione delle dosi

La riduzione delle dosi di Pfizer è un dato concreto. Il commissario straordinario all'emergenza Covid Domenico Arcuri alla Stampa parla del taglio delle forniture e afferma: «La riduzione del 20% della fornitura dei vaccini Pfizer non è una stima. É una triste certezza. Non mi servono le rassicurazioni, mi servono i vaccini».

 

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Le parole di Aruri sono chiare e dure, visto che i ritardi hanno portato a un rallentamento della campagna di vaccinazione in diverse Regioni dove si è scelto di tenere le dosi per il richiamo per non rischiare di mandare a monte il lavoro fatto fino ad ora. Il ritardo di Pfizer avrà delle conseguenze, prosegue Arcuri che aggiunge: «Ci sono molti modi di dimostrare gli inadempimenti. Certamente noi pensiamo che Pfizer al momento sia inadempiente. Stiamo lavorando con l'Avvocatura».

 

Il Mistero delle dosi

 

La questione alla base sembra però essere più spinosa del previsto. Se Arcuri continua a parlare di fiale, la risposta della Pfizer è in dosi. In pratica, come approvato dall'Ema a inizio gennaio, con una fiala del siero della casa farmaceutica si dovrebbero ricavare 6 dosi e non più 5. A tal riguardo proprio l'Ema aveva divulgato in una nota: «Per estrarre sei dosi da una singola fiala, è necessario utilizzare siringhe e/o aghi a basso volume morto. La combinazione di ago e siringa a basso volume deve avere un volume morto non superiore a 35 microlitri. Se si utilizzano siringhe e aghi standard, potrebbe non esserci abbastanza vaccino per estrarre una sesta dose da una fiala. Se la quantità di vaccino rimanente nel flaconcino dopo la quinta dose non è in grado di fornire una dose completa (0,3 ml), l'operatore sanitario deve eliminarla», aveva concluso l'agenzia.

Il problema quindi è sul fatto che Pfizer intende consegnare lo stesso numero di dosi (quindi meno fiale), mentre Arcuri pretende lo stesso numero di fiale (quindi più dosi). La questione non riguarda certo solo l'Italia ma molti altri paesi europei che devono affrontare la stessa questione con le stesse criticità. 

 

Astrazeneca

 

Come se non bastassero i ritardi di Pfizer anche Astrazeneca ha annunciato ritardi nella consegna del farmaco con il 60% in meno di dosi concordate. L'Italia rischia così di avere solo 7 milioni di dosi a fronte delle 16 milioni che avrebbe dovuto avere. Ritardi che riguarderanno anche tutti gli altri paesi europei per tutto il primo trimestre. «Stiamo combattendo una battaglia lunga e molto faticosa. I vaccini sono l’unico sistema per concludere questa battaglia. Stiamo chiedendo con forza alle aziende produttrici, in particolare una, che all’Italia arrivino tutti i vaccini che erano stati pianificati», ha aggiunto Arcuri nell'intervista a La Stampa


Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Gennaio 2021, 11:35
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