Roma-Atalanta, una prova di Coppa: la testa di Fonseca è allo United
di Stefano Carina

Roma-Atalanta, una prova di Coppa: la testa di Fonseca è allo United

Leggi Atalanta ma il pensiero corre inevitabilmente allo United. Anche se l’andata con gli inglesi è ancora distante due gare di campionato, la Roma questa sera tornerà ad essere riconoscibile. Almeno nell’undici di partenza, stravolto soltanto quattro giorni fa con 8 volti nuovi rispetto al match contro l’Ajax. Se lo sarà anche nella testa, sarà la partita a dirlo. All’Olimpico, davanti a Gasperini con il quale ha sempre perso (3 ko), Fonseca è orientato a schierare la miglior formazione possibile. L’unico dubbio è sulla fascia sinistra dove persiste il ballottaggio Peres-Calafiori. Entrambi non al meglio, favorito il 18enne. Con i giocatori contati e la voglia di evitare brutte figure, le altre scelte sono quasi scontate: «Fino a marzo la squadra è stata dentro alle prime quattro della classifica. Poi abbiamo perso giocatori importanti per infortunio e abbiamo avuto pochi giorni per allenarci. Vogliamo tornare ad essere forti in Serie A e fare una buona partita». In realtà la Roma già a fine febbraio, dopo il ko con il Milan (seguito al pareggio con il Benevento) era uscita dalla zona Champions. All’epoca le differenze erano minime (2 punti), ora sono lievitate con sei avversarie davanti. Il recupero, quindi, almeno in campionato appare proibitivo. Se per la qualificazione all’Europa che conta rimane la scorciatoia (in salita) rappresentata dall’Europa League, in campionato l’obiettivo deve essere quello di evitare il declassamento nella serie C europea (Conference League). Per farlo, la Roma dovrà classificarsi almeno al sesto posto che attualmente è distante 4 punti anche se potenzialmente potrebbe lievitare a 7 (qualora la Lazio vincesse il recupero con il Torino): «Il torneo non è chiuso, voglio una squadra motivata. Non abbiamo fatto una buona partita contro il Torino, ma non abbiamo perso l’identità». 
RECUPERI DEGLI INFORTUNATI
Bisognerà dimostrarlo questa sera, probabilmente contro l’avversario più ostico: «Stiamo preparando la gara con ambizione. Dovremo giocare in modo ambizioso contro una squadra forte. Lo ripeto, il campionato non è chiuso per noi, ci sono match che vanno giocati per vincere». Parole alle quali debbono seguire i fatti. L’Atalanta arriva all’Olimpico sulla scia di 5 vittorie consecutive (Spezia, Verona, Udinese, Fiorentina e Juventus) mentre i giallorossi si approcciano al match con 4 punti nelle ultime 5 gare. Con la speranza di recuperare giovedì prossimo Spinazzola e almeno uno tra Kumbulla e Smalling (Mancini è squalificato e sia Fazio che Jesus non sono inseriti nella lista europea ma Paulo assicura: «Sono ottimista per gli infortunati, tra poco tempo ritorneranno tutti»), oggi la squalifica di Diawara (che giocherà all’Old Trafford) conferma in mediana Villar. Davanti, con Pedro out, spazio al tridente Pellegrini-Mkhitaryan-Dzeko. Proprio il bosniaco ha un ottimo feeling con l’Atalanta: 6 gol in 11 confronti. Intanto l’eco della Super League appare già lontano. Paulo però non ha dubbi nello schierarsi: «Io sono contro, sono molto orgoglioso di far parte del calcio. Perché il calcio ha dimostrato in questo momento che l’importante sono i tifosi, i giocatori e gli allenatori, non i soldi. Sono orgoglioso anche della posizione della Roma». Un endorsement sincero. Come schietta è l’analisi sulle 31 giornate di campionato sin qui disputate: «È chiaro per tutti che non stiamo facendo quello che volevamo - ammette il portoghese - Non è il momento di fare i bilanci, questi si fanno alla fine e mancano ancora tante partite, senza contare la semifinale di Europa League da disputare. Nonostante questo, ritengo che avremmo potuto fare di più». Non è l’unico a pensarlo. 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Aprile 2021, 07:35

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