Mattia Perin choc su Instagram: insulta i
tifosi e inneggia alle 'marocchinate'
di Simone Nocentini

Mattia Perin choc su Instagram: insulta i
tifosi e inneggia alle 'marocchinate'

Lo sfottò, il campanilismo, è qualcosa che fa parte del mondo del calcio. Rappresenta la parte colorata e genuina di uno sport che sempre più spesso sta perdendo il suo messaggio originario: la goliardia. Ma quando viene superato questo limite, il filo immaginario dello sfottò, che cosa accade? E soprattutto: un calciatore, cioè la figura che dovrebbe dare l'esempio dentro e fuori dal campo di gioco, può unirsi e superare la sottile linea che divide lo sfottò dall'affronto storico, dall'umiliazione?

Forse, anzi, con tutta probabilità, Mattia Perin, portiere del Genoa e della Nazionale italiana di calcio, quel limite lo ha superato in un post su Instagram. Ma facciamo un passo indietro. Mattia Perin è nato a Latina, rivale calcistica del Frosinone, squadra che quest'anno per la prima volta nella sua storia, ha disputato un campionato di Serie A. Mattia Perin, fiero delle sue origini pontine, non ha mai rinunciato a dimostrare pubblicamente la sua soddisfazione riguardo le sconfitte sul campo della compagine ciociara, e fino a qui tutto bene. Forse. Lo ha fatto sempre tramite il suo account Instagram, pubblicando foto, litigando con i supporters ciociari in più di una occasione. Aizzando con i suoi messaggi una massa indefinita di tifosi. Cancellando la distanza che deve dividere un calciatore professionista, nonchè rappresentante della nostra Nazionale, da un tifoso qualunque. 

Ma, nel suo ultimo post, Mattia Perin con tutta probabilità ha superato il limite e ha inneggiato ad una ferita storica, una delle pagine più scure della storia italiana contemporanea. "A Vallecorsa cambiò la storia, tuo nonno parla arabo...il mio fondò littoria!", scrive il portiere del Genoa ad un tifoso ciociaro su Instagram.
 
 

Suonamelo ancora Bomber...che sinfonia quest'oggi! 😂😂😂😂

Una foto pubblicata da Mattia Perin (@mattiaperin_freerider) in data:




Il riferimento è chiarissimo e parla delle celebri 'marocchinate' avvenute nel corso della Seconda Guerra mondiale, dove centinaia di donne ciociare vennero violentate, mutilate e uccise dai soldati marocchini arruolati dall'Esercito francese. Una piaga dolorosa, sia per il territorio, sia per l'intera Nazione, e un evento storico non indifferente, tanto che Alberto Moravia ne scrisse un libro, 'La Ciociara' e nel 1960, addirittura Vittorio De Sica fece arrivare quel libro in tutti i cinema, con il celebre e omonimo film dove l'attrice principale era Sophia Loren.

Tutto questo è lecito? Ma soprattutto: è normale che nessuno (società che ha tesserato il giocatore e Lega Italiana) se ne accorga e prenda provvedimenti a riguardo? Lo sfottò è qualcosa che nel calcio ci deve stare: è la sacrosanta benzina che alimenta questo sport. Ma forse Mattia Perin, portiere di Serie A e calciatore della Nazionale, si sta spingendo un po' troppo oltre il limite.
Ultimo aggiornamento: 13:58