Mancini non s'impunti: Immobile può essere il suo Pablito
di Romolo Buffoni

Mancini non s'impunti: Immobile può essere il suo Pablito

Calcio crudele. Ci fa illudere di poter rimanere eternamente ragazzi, anche quando quelli che giocano possono essere figli o nipoti. Ieri sera, però, è stato addirittura perfido, facendoci illudere di essere tornati indietro nel tempo. Addirittura al 1982.

Colpa di Italia-Polonia, che risultato a parte sembrava quella di Vigo, del Mundial. Stessa vigilia con azzurri rattoppati, pesantemente contestati (il ct Bearzot venne addirittura schiaffeggiato da un tifoso), scesi in campo rassegnati alla figuraccia, condannati all’inadeguatezza. Invece, ieri come allora, ecco che sboccia una Squadra: undici giocatori capaci di esprimersi, di giocare un calcio di primissimo livello. Di dominare la partita. Le traverse di Jorginho e di Insigne, come quella che centrò Tardelli.

Il 14 giugno di 36 anni fa l’Italia non vinse quella partita, che finì 0-0, perché Paolo Rossi era ancora spento e non sbucò nessun Biraghi. Più avanti, contro Brasile e Argentina, Paolino divenne Pablito e l’Italia vinse il Mondiale. Anche questa Nazionale non ha il centravanti. Immobile, bomber della Lazio e capocannoniere uscente, è rimasto seduto tutto il tempo. Mancio non s’impunti: Ciro potrebbe essere il suo Pablito.




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