Beppe Fiorello è Enzo Muscia in “Il Mondo sulle spalle”: «Io non avrei avuto il suo coraggio»
di Marco Castoro

Beppe Fiorello è Enzo Muscia in “Il Mondo sulle spalle”: «Io non avrei avuto il suo coraggio»

Beppe Fiorello è Enzo Muscia nel film Il Mondo sulle Spalle, in onda su Raiuno martedì prossimo in prima serata. Ma chi è Enzo Muscia? È un eroe dei giorni nostri, un uomo che ha saputo rilevare l’azienda che lo ha licenziato e che piano piano sta riassumendo tutti i suoi colleghi, finiti in mezzo alla strada. Per il momento ne ha già riassunti 40. A spasso ce ne sono ancora trecento. Una storia raccontata nel libro Tutto per tutto, edito da Roi Edizioni.

«Come ci sono riuscito? Con la passione e una grande dose di coraggio – spiega Muscia, che nel 2017 è stato insignito dal presidente Mattarella del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – spinto dal fatto che il lavoro svolto per anni da me e i miei colleghi non poteva morire così perché la multinazionale aveva deciso di chiudere. Chi mi aiutato? Nessuno. Le banche non hanno creduto nel progetto e quindi non mi hanno concesso nessun finanziamento. Ho messo sul tavolo qualche piccolo risparmio di 20 anni di lavoro e ho ipotecato la casa. Avevo intravisto la possibilità di far rinascere l’azienda che si occupa di assistenza post-vendita di prodotti elettronici, da Saronno gestiamo tutta l’Italia. L’incontro con Beppe Fiorello? Dopo 10 minuti sembrava che ci conoscessimo da tempo. Persona umile, reale, focalizzata sui problemi sociali come il lavoro». 

«Ho scoperto questa storia – sottolinea Beppe Fiorello - dopo il racconto del regista Nicola Campiotti. Mi sembra il momento giusto per raccontarla. Il lavoro è un tema drammaticamente universale, la disoccupazione non è solo un problema italiano, la media impresa che chiude dall’oggi al domani. C’è di mezzo un’azienda francese, più che mai di attualità, ironia della sorte, con la diatriba Italia-Francia. Comunque, è l’amicizia al centro della storia. Enzo non li chiama operai ma collaboratori».

«Per calarmi nel personaggio Muscia – ammette Fiorello - mi sono chiesto che cosa avrei fatto al posto suo. E vi confesso che io quel coraggio non l’avrei trovato. Enzo aveva pure un problema personale, gli era appena nato un bambino, prematuro e quindi bisognoso di supporto. Ha navigato in un mare agitato, un uomo tra due fuochi, ha tenuto l’impegno con la fabbrica e come padre. Di mio ci ho messo la voglia di non mollare mai».

Beppe Fiorello ha interpretato diversi personaggi, tra i quali Valentino Mazzola, Salvo D’Acquisto, Joe Petrosino, Sante Pollastri, Domenico Modugno. Chi le è rimasto dentro? «Solitamente è sempre l’ultimo. Però non nascondo che interpretare Domenico Modugno è stato un cambio di rotta importante per la mia carriera». Catena, Rosario e Beppe Fiorello: esiste la possibilità di vedervi lavorare insieme? «Non è facile – spiega l’attore - questo è un Paese che non esclude una lettura travisata, malignamente accostata a un conflitto di interessi, seppure non ci sarebbe niente del male. Meglio astenersi dall’astio dei social. Preferiamo stare ognuno nel proprio binario, e se un giorno si incrociassero... Tuttavia, abbiamo tre profili diversi. Catena me la ricordo sempre con un libro, Rosario corre all’inseguimento della risata, io invece sono molto riflessivo, mi appassiona la narrazione. Mi è sempre piaciuto raccontare le storie, anche se da adolescente lo facevo solo dentro di me perché ero timido».
Lunedì 18 Febbraio 2019, 07:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA