Arisa: «Mi sento bene anche nella vita. Sanremo senza voce? Che fatica»

di Ilaria Del Prete
Arisa si sente bene, come canta nel primo singolo estratto dall'album Una nuova Rosalba in città. Ha messo da parte l'influenza che l'ha accompagnata sul palco dell'Ariston ed è pronta a lanciarsi nell'avventura mai provata prima di un tour nei club.

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Cosa ha di nuovo questa Rosalba?
«Tutti noi ci rinnoviamo continuamente. Questo album è nuovo rispetto agli ultimi anni. Ci sono sonorità diverse e anche la mia vita professionale ha avuto un cambiamento di gestione».
E dal punto di vista personale?
«Sto bene. La felicità arriva quando la scegli, quando sei contento delle cose che hai senza pensare a quelle che non hai. Se non ci pensi più, ti senti bene».
Nell'album c'è tanto spazio per l'amore.
«Quando ho l'opportunità di condividere qualcosa con gli altri sono felice. Voglio che il mio lavoro possa donare vibrazioni positive al prossimo».
E lei è innamorata?
«Non lo so, spero di scoprirlo prima che mi cadano i denti».
In due brani si parla di relazioni al tempo dei social network. Lei che rapporto ha?
«Oggi come oggi non potrei farne a meno. Rappresentano un modo per rimanere in contatto con i miei fan».
È per questo che la nuova Rosalba va in tour nei club dal 26 marzo?
«È un'esperienza nuova, che ho sempre pensato non mi potesse appartenere. Sarà una sfida».
 
 


Tornando indietro ai giorni di Sanremo, come ha vissuto la difficoltà di non riuscire a cantare come desiderato?
«L'ultima sera sono rimasta con la convinzione che la canzone fosse troppo per me, fino a quando non sono riuscita a cantarla di nuovo a Domenica In. Non oso immaginare cosa sia la vita per chi ha delle limitazioni. Non quelle che abbiamo tutti - io non potrò mai fare Miss Italia e ci ho fatto pace - ma sarebbe brutto se un giorno perdessi la voce e non riuscissi più a cantare. Ero lì per fare qualcosa che normalmente riesco a fare, e non sono riuscita a farla».
Cosa ne pensa delle quote per la musica italiana in radio?
«Può avere un senso, soprattutto in un'ottica di salvaguardia del nostro panorama musicale, ma forse non oggi, quando circa il 59% dei brani che passano in radio sono italiani».

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Mercoledì 20 Febbraio 2019, 05:01
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