CineVillage Talenti, Enrico Vanzina ed Enrico Montesano celebrano “Febbre da Cavallo”: «Tutti i segreti del film culto»

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di Valentina Catini
Basta sentire il motivetto di “Febbre da Cavallo”, film culto del 1976 , e subito ci tornano in mente le scene più spassose e divertenti di sempre. Enrico Montesano e Gigi Proietti, diretti da Steno con la sceneggiatura di Enrico Vanzina, hanno creato un vero e proprio culto per questa commedia dai tratti comici e geniali che ha lanciato la carriera dei due protagonisti.
 
 

Ieri, venerdì, al CineVillage di Talenti, Enrico Montesano ed Enrico Vanzina, ospiti per la presentazione del film, non si sono risparmiati nel ricordare gli aneddoti e i momenti più divertenti della pellicola. Romanità, risate e ricordi indelebili di un film cult, hanno colorato e divertito l’arena del CineVillage, regalando al proprio pubblico tre ore di risate e divertimento puro.

Enrico Vanzina ha raccontato nel dettaglio come si è sviluppata l’idea di Febbre da Cavallo: «Papà disse che il film era un po' troppo drammatico… io ero giocatore, malato di cavalli. Così abbiamo letto la sceneggiatura insieme e abbiamo deciso di farne un film comico. Papà voleva fare un film centrato su attori “caratteristi” e  infatti vennero scelti Mario Carotenuto, Francesco De Rosa, Marina Confalone e Gigi Ballista. È venuto fuori questo film “strano” che  nell'immediato non ebbe grande successo… oggi è uno dei film più famosi a Roma insieme a Un americano a Roma e a Il Marchese del Grillo»
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Vanzina e Montesano hanno poi fatto insieme, Tre tigri contro tre tigri Mi faccia causa Piedi piatti e La Mandrakata, dando vita a un rapporto artistico longevo e vincente: «Nel Sequel   del 2002, Febbre da Cavallo - La Mandrakata – il protagonista doveva essere Gigi Proietti perché l’idea di base era che nel terzo film avrei poi dato maggiore risalto a Enrico», ha commentato ancora Vanzina. 

Rapida la battuta di Montesano: «Io sto qua perché volevo fare il ritorno der Pomata», e prosegue: «Anche se di questi tempi è difficile rifare Febbre da Cavallo. Appena dici febbre, arrivano col termometro a pistola e ti sparano in fronte».

L’attore ha poi sottolineato quanto sia un onore aver fatto parte di questo film: «È il pubblico che ha decretato la fortuna di questo film, noi ci siamo divertiti quando lo abbiamo fatto, si è dovuto ricavare uno spazio ma aver partecipato ad un film che dopo più di 40 anni è un sempre verde, è un onore».

Una considerazione finale è andata proprio sull’importanza di andare al cinema e ai Teatri, che hanno subito pesantemente le conseguenze del lockdown: «Chi esce per andare al Cinema è un eroe, questa botta del Covid non ci voleva, anche per i teatri, avere il Sistina chiuso è un colpo al cuore. Il pubblico deve sta vicino, deve stare “azzeccato” perché la risata si comunica. In un paese dove la cultura non è tanto considerata, dopo settanta giorni di prigionia una parola da Franceschini l'avrei voluta sentire. Spero che si possa tornare al cinema, al teatro quanto prima possibile, abbiamo bisogno del pubblico».
Ultimo aggiornamento: Sabato 8 Agosto 2020, 16:39
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