Variante Delta, la mappa del contagio in Europa: Spagna e Olanda "rosso scuro"

Variante Delta, la mappa del contagio in Europa (Ecdc): Spagna e Olanda "rosso scuro", la Francia verso il giallo

La variante Delta prosegue la sua diffusione in tutta Europa e fa aumentare i contagi soprattutto in Spagna, nei Paesi Bassi, a Cipro e a Malta, che si tingono di rosso e rosso scuro sulla mappa settimanale del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) sull'incidenza del Covid. La situazione è peggiorata in particolare in Spagna, che risulta interamente rossa con diverse aree (tra cui Catalogna, Castiglia e Leon) indicate in rosso scuro. I contagi sono aumentati anche nel sud della Francia, passato al giallo insieme a Irlanda, Belgio e alcune zone di Svezia, Finlandia e Danimarca. L'Italia si conferma invece tutta in verde.

 

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Variante Delta in Europa, le zone rosse

Rossi pure il Lussemburgo, la zona di Copenhagen in Danimarca, Creta e l'Attica in Grecia. In giallo Irlanda, l'Ile de France e la Francia meridionale (Paca, Midi Pyrenées, Linguadoca e Rossiglione), il Belgio, parte di Danimarca e Svezia, una provincia della Norvegia, il sud della Finlandia, la fascia costiera della Croazia e una parte della Grecia, sia continentale che insulare. Resta in rosso scuro Cipro. Il resto è in verde.

 

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Francia, test negativo entro 24 ore per ingresso da Spagna o Portogallo

Un test anti Covid negativo effettuato «meno di 24 ore» prima dell'ingresso in Francia da chiunque non sia vaccinato e provenga dalla Spagna o dal Portogallo: è quanto annunciato oggi dal segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune, intervistato da France Info. Finora, chi giungeva in Francia da questi due altri Paesi membri dell'Unione europea particolarmente toccati dal virus in questo momento doveva presentare un test PCR negativo effettuato meno di 72 ore prima dell'arrivo nel Paese o un test antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti. La nuova stretta «dovrebbe entrare in vigore questo fine settimana», ha precisato Beaune.

 

 

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Austria, nuove misure per frenare la variante Delta

L'Austria prepara un giro di vite per frenare una nuova diffusione del coronavirus. Il pacchetto di misure proposto dal ministro alla Salute Wolfgang Mueckstein prevede, tra l'altro, il green pass solo dopo la seconda dose, l'accesso alle discoteche e ai locali notturni solo per i vaccinati. Si torna anche a parlare di «più controlli ai confini» e nei ristoranti e di obbligo di tampone per chi rientra da zone a rischio. Vengono sospese le liberalizzazioni annunciate per il 22 luglio, come lo stop delle mascherine nei negozi. La variante Delta ormai è al 90% dei nuovi casi. «Dobbiamo reagire in fretta», ha twittato il ministro Mueckstein dopo la riunione della task force anti-Covid, facendo presente che la variante Delta ormai rappresenta il 90% dei nuovi casi. «L'andamento - ha aggiunto - preoccupa e richiede attenzione».

 

Sebastiani (Cnr): Crescita casi esponenziale in Grecia, Danimarca e Olanda

In circa tre Paesi europei su quattro, l'incidenza dei casi positivi al virus SarsCoV2 è «in crescita di tipo esponenziale in Grecia, Danimarca e Olanda, mentre nel Regno Unito la frenata nella crescita, che si registrava ormai da dieci giorni, da tre giorni segna una battuta d'arresto come era già avvenuto alcune settimane fa». Lo indica l'analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Piconè del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac). In Danimarca c'è una crescita esponenziale dell'incidenza, con un tempo raddoppio degli incrementi di circa 8 giorni, ma servono altri 7 giorni per una stima più attendibile«, rileva l'esperto. In Grecia il tempo di raddoppio degli incrementi è di circa 6 giorni e l'Olanda ha registrato ogni giorno un »aumento progressivo rispetto al giorno precedente con un tempo di raddoppio degli incrementi di circa due giorni, anche se negli ultimi tre giorni è in corso una decrescita«. In dieci Paesi l'incidenza è in una fase di crescita molto lenta o iniziale. Si tratta di Albania, Bosnia, Croazia, Repubblica Ceca, Kosovo, Germania, Moldavia, Turchia, Macedonia e Serbia, mentre l'incidenza è in decrescita molto lenta in Bulgaria, Romania, Ungheria, Polonia, Lituania, Lettonia, Slovacchia e Ucraina. Sarebbe interessante indagare sulle cause della presenza di questo blocco geografico di 18 Stati. In Svezia l'incidenza è in diminuzione. Si registra inoltre una fase di stasi in Norvegia e Islanda e la crescita sta frenando in Russia, dove, in base al trend, è previsto un picco entro una settimana. Ecco di seguito i valori attuali dell'incidenza media nei Paesi europei: il valore maggiore si registra in Gran Bretagna, con 323 casi a settimana ogni 100.000 abitanti; Olanda (247), Portogallo (176), Spagna (166), Lussemburgo (136), Grecia (134), Russia (116), Irlanda e Danimarca (77d), Belgio (70), Bielorussia (66), Turchia (45), Francia (38), Finlandia ( 28), Montenegro (24), Svizzera (23), Norvegia (22), Estonia (21), Slovenia, (19), Svezia (16), Ucraina e Lettonia (15), Italia, Repubblica Ceca e Croazia (13), Lituania (12), Moldavia e Austria (11), Serbia (8), Germania e Bulgaria (6), Kosovo (5), Bosnia e Macedonia (4), Slovacchia e Ungheria (3), Albania e Romania (2), Polonia (1), Islanda (0).

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Luglio 2021, 15:32
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