Covid e influenza: l'incubo del contagio simultaneo che accresce i rischi
di Graziella Melina

Covid e influenza: l'incubo del contagio simultaneo che accresce i rischi

Se per il nostro sistema immunitario è già un bel guaio respingere il Sars Cov 2, riuscire a disfarsi contemporaneamente anche di qualche altro virus stagionale potrebbe essere una battaglia non facile da vincere. A mettere in guardia contro l'ipotesi, sfortunata ma non da escludere, dei gravi rischi di una duplice infezione sono ora gli scienziati americani: gli esperti statunitensi mettono in fila tutte le problematiche non solo per la salute dei pazienti, ma anche per il sistema sanitario che dovrà gestire casi così complicati. «In linea teorica - precisa il direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma Roberto Cauda - se c'è un'ampia circolazione del coronavirus e di altri virus che attaccano le vie respiratorie, come ad esempio l'influenza, si potrebbero verificare entrambe le situazioni simultaneamente. Probabilmente questa non è un'evenienza frequente, ma potrebbe verificarsi».

IL SISTEMA IMMUNITARIO
Il guaio è che, secondo gli scienziati americani, la prima infezione potrebbe in un certo modo indebolire il sistema immunitario e favorire lo sviluppo di una forma più grave di Covid. «Proprio per questo - avverte Cauda - si richiede massima attenzione alle misure usuali di prevenzione per ridurre la diffusione delle affezioni per via aerea e favorire l'impiego della vaccinazione antinfluenzale». Secondo un articolo pubblicato di recente sul New England Journal of Medicine, ricorda Cauda, la vaccinazione infatti potrebbe provocare una sorte di immunità allenata e «potrebbe stimolare una risposta aspecifica contro altri virus, creando un effetto trascinante legato ad una immunità cellulare naturale».

Il monito degli esperti, dunque, è unanime: va scongiurata la possibilità che ci si ritrovi a dover fare i conti con tutte e due i virus. «La concomitanza - spiega Mauro Pistello, direttore di Virologia dell'azienda ospedaliera Universitaria Pisana, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università di Pisa e vicepresidente della Società italiana di Microbiologia - può aggravare il quadro clinico, innanzitutto perché i virus infettano lo stesso punto e quindi banalmente il danno provocato all'apparato respiratorio è maggiore. Entrambi i virus, poi, provocano una risposta vigorosa da pare del sistema immunitario: possono stimolarlo in modo esasperato, oppure possono anche indebolirlo».

LE INCOGNITE
La preoccupazione è ora anche per i più piccoli, soggetti all'esposizione dei virus stagionali proprio con l'apertura dell'anno scolastico. «Non sappiamo come sarà quest'anno la stagione influenzale - precisa Pistello -. Può darsi che la virulenza contro il sistema abbia effetti minori di quello che si presume, però è indubbio che ogni anno ci sono molti soggetti ricoverati. E questo è elemento non trascurabile».

Per evitare dunque non solo che le persone possano andare incontro a rischi gravi, e che le strutture sanitarie si ritrovino a dover fronteggiare un numero di casi superiore alla loro reale capacità di farsene carico, è fondamentale non farsi trovare impreparati. «È importante non solo il vaccino antinfluenzale, ma anche le semplici misure di precauzione - rimarca Pistello - . Se noi innanzitutto utilizziamo la mascherina, avremo una grandissima protezione anche contro il virus influenzale. E poi non dimentichiamo mai le semplici precauzioni, come il lavaggio delle mani. Occorre evitare poi di portarsi le mani sugli occhi, e di toccare oggetti che potrebbero essere contaminati».
Ultimo aggiornamento: Domenica 13 Settembre 2020, 08:27
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