Roma, la sfida del nuovo questore Della Cioppa: «Più uomini nelle periferie»

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di Alessia Marani

Il d-day del nuovo questore di Roma, Mario Della Cioppa, passa per il ruolo chiave delle donne e degli uomini della polizia nei territori. L'«empatia» con i cittadini è al primo posto dell'agenda del 62enne dirigente generale di pubblica sicurezza: «Più uomini nelle periferie», il leitmotiv che è insieme la sfida per il nuovo incarico. Ha voluto sottolinearlo ieri mattina nella cerimonia di insediamento in via di San Vitale, alla presenza dei dirigenti e dei funzionari delle Divisioni, dei distretti e dei commissariati. L'ha fatto scortato idealmente dalle parole del capo della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini, che qui, alla Digos, era di casa fino al 2013 e al quale, emozionato, sono stati conferiti gli onori di un picchetto in armi. Ad aprire la cerimonia la deposizione di una corona d'alloro sulla lapide in ricordo dei caduti della Polizia di Stato.

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Il neo-questore, pescarese di nascita e arrivato da Catania, nel ringraziare il capo della Polizia e il ministro dell'Interno per il compito affidatogli, ha parlato di una nomina che è «la sintesi di un percorso di un'intera carriera in cui l'orgoglio e la gratificazione non sono quantificabili» e che «rappresenta la piena consapevolezza dell'enorme responsabilità che mi viene consegnata». Quanto alle linee programmatiche del suo mandato, ha spiegato che «è mio preciso intendimento proporre, oltre a un'azione operativa sul territorio all'altezza della situazione, anche un'adeguata percezione della sicurezza attraverso processi di prossimità con la cittadinanza» necessari ad assicurare una maggior presenza delle forze di polizia in determinati territori «per la gestione dell'aspetto psicologico, collegato alla paura che alberga nella mente del cittadino».

Insomma il pensiero va al modello introdotto dall'ex capo della Polizia, Franco Gabrielli ai tempi della sua guida alla prefettura di Roma, in cui auspicava continue audizioni con i comitati di quartiere e le periferie, senza trascurare l'osservazione delle problematiche sollevate dai social. Rispetto al lavoro svolto fino a ieri dall'ex questore Carmine Esposito, nominato prefetto di Foggia, l'intendimento, in sostanza, è quello di una «prosecuzione del cammino intrapreso». Un intento ribadito anche nel corso di un cordiale colloquio con il prefetto Matteo Piantedosi che già in passato ebbe modo di apprezzare lo slancio e la determinatezza dell'operato di Della Cioppa.

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LA PANDEMIA

Lamberto Giannini ha acceso un faro sul «particolare e difficile momento che stiamo vivendo in concomitanza della pandemia». Il riferimento del numero uno della Polizia è alla gestione e alla tutela dell'ordine pubblico nella Capitale d'Italia a cui è demandata la Questura, un compito strategico. Non a caso già stamani al primo comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato in prefettura dopo i fatti di San Lorenzo, dove sabato sera è stato accoltellato un giovane, il primo tema che Della Cioppa affronterà sarà quello della mala movida. L'obiettivo sarà arginare gli eccessi rafforzando i servizi finora predisposti. Seguiranno i temi della lotta alla criminalità, le inchieste da portare a termine sugli omicidi eccellenti - in primis quello di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik - oltre alle questioni organizzative. «La carenza di uomini e l'aggiornamento delle tecnologie sono una urgenza - dice Saturno Carbone del Siulp - e aspettiamo l'apertura dei commissariati di Ladispoli e Castelverde». Della Cioppa in giornata ha incontrato anche il presidente della Regione, Nicola Zingaretti e la sindaca Virginia Raggi.

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Maggio 2021, 09:43
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