Ostia, spiagge: tornano i chioschi rimossi e le strutture che i prefetti definirono illegittime

Il bando è stato aggiudicato e gli arenili sono tornati ai vecchi gestori: «Ma non saremo pronti per il 1° maggio»

Tornano i chioschi che i prefetti definirono illegittimi: spiagge nel caos a Ostia

di Mirko Polisano

«Perché tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi». La frase celebre del Gattopardo è la fotografia perfetta di ciò che sta accadendo sulle spiagge di Ostia a una settimana esatta dall’apertura della stagione balneare. Sugli arenili liberi - la cui competenza sta passando in queste ore dal X Municipio al Campidoglio - tornano i chioschi, quelli che la commissione straordinaria guidata dal prefetto Domenico Vulpiani fece abbattere perché «illegittimi», come accertato peraltro dall’Autorità nazionale anti-corruzione. Con la delbera 1086 del 2016, il X Municipio comunicava «l’avvio del procedimento di annullamento di tutti gli atti» riguardanti i chioschi assegnati con le gare del 2014, durante l’amministrazione di Andrea Tassone, il presidente dem arrestato e condannato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo”. Ma l’operazione di legalità fatta dal prefetto Vulpiani ora rischia di essere vanificata dalla decisione del Municipio di Ostia che ha, appunto, optato di far tornare sulle spiagge libere i chioschi. 

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LE CARTE


Fatto il bando, ad aggiudicarsi la gestione di quegli arenili - neanche a farlo apposta - nella maggior parte dei casi sono stati proprio le stesse società che ne avevano preso la concessione nel 2014. Società che, non ultimo, compaiono nella relazione di accesso agli atti del prefetto Magno firmata prima del commissariamento del Lido per mafia. Dietro alcune di queste, poi, si nasconderebbero anche nomi legati alla criminalità che non figurano ufficialmente ma che stanno portando avanti trattative e accordi privati in vista dell’inizio della stagione balneare, previsto per il prossimo 1 maggio. «Le strutture per quella data, però potrebbero non essere pronte», spiegano i tecnici. Tra le società vincitrici risultano le stesse aggiudicatarie del bando-farsa del 2014: la cooperativa sociale “La Isla Bonita” e “Borghetto” srl a cui sono state nuovamente assegnate alcune spiagge. Coop a cui fanno riferimento anche politici locali militanti nei partiti che fanno parte della coalizione di giunta del presidente Falconi. 

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IL GIALLO


Poi, c’è il “giallo” dell’ex Faber Beach. La spiaggia risulterebbe ancora affidata all’istituto nautico “Marco Antonio Colonna” e una parte è stata messa a bando. Il primo maggio del 2017 venne proprio l’allora sindaca Raggi a inaugurare quella che doveva segnare un «cambio di passo» nella gestione degli arenili tolti alla criminalità e riassegnati alla collettività. Durò il tempo di una stagione: «Quella spiaggia - precisò qualche tempo fa il dirigente scolastico - è difficilmente utilizzabile a causa della scogliera posta a pochi metri dalla riva che da sempre ha impedito alle nostre barche di uscire e, dunque, di far praticare le esercitazioni in mare ai nostri ragazzi. Avevamo chiesto al X Municipio il cambio della spiaggia, ma purtroppo tutto è rimasto in sospeso». Dopo la rinuncia dell’istituto chi gestirà quel tratto di spiaggia libera? È stata revocata l’assegnazione? 


RISCHIO INFILTRAZIONI


Capitolo a parte, invece, per quanto riguarda Ostia Ponente. Nel quartiere di piazza Gasparri, le spiagge libere non saranno gestite da nessuno perché su quel tratto il bando è andato deserto. Il gestore della spiaggia dei cani, fino allo scorso anno, ha subito attacchi incendiari e mirati: quel tratto di mare è ancora un appetito per le bande criminali? Potrebbe essere questo uno dei tanti motivi per cui nessuno vuole quelle spiagge? Interrogativi che restano aperti.

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Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Aprile 2022, 00:33
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