Riaperture, scontri alla Camera tra ristoratori e polizia: feriti degli agenti. Lamorgese: «Inaccettabile»

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Proteste e tensione a Roma dove si sta svolgendo un sit-in sotto il palazzo di Montecitorio sull'emergenza chiusure per il Covid. La situazione è degenerata e si è arrivati ad uno scontro tra manifestanti e forze dell'ordine, con lancio di fumogeni. Alcuni poliziotti sarebbero stati feriti dal lancio di bottigliette mentre era in atto un nuovo tentativo dei manifestanti di forzare il cordone delle forze dell'ordine. Secondo quanto si è appreso alcune persone sono state identificate. Dura la reazione del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese che giudica inaccettabile un comportamento così violento: «Non si può accettare che, in una fase così difficile per il Paese in cui è richiesto il massimo sforzo di coesione e di reciproca solidarietà, le ragioni della protesta sfocino in comportamenti che provocano ulteriori tensioni e disagi, come nel caso del blocco stradale a Caserta, andando a colpire indiscriminatamente cittadini altrettanto provati dalla crisi causata dal Covid-19». 

 

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Vissani: «Governo sottovaluta disperazione»

«I ristoratori scendono in piazza? Qui se non si danno una mossa tra poco scoppia la rivoluzione. Il governo ha sottovalutato la disperazione del settore». Gianfranco Vissani confessa all'Adnkronos di non essere stupito per quanto accaduto oggi davanti a Montecitorio, durante la manifestazione di ambulanti e ristoratori, sfociata in scontri con le forze dell'ordine. «Non si lavora a Natale, non si lavora a Pasqua e ci danno due spicci per stare chiusi ormai da un anno. Ma la gente come fa? Ci sono le aziende, i dipendenti, le utenze, gli affitti, i leasing. Quando mai ci faranno riaprire saremo pieni di debiti!», esclama lo chef. «Ma la cosa che indigna di più e che mentre ci tengono chiusi, i vaccini vanno a rilento e i ristori pure. E allora quanto pensavano che la gente potesse resistere prima di darsi a gesti disperati?», aggiunge Vissani.

«Qui si sta scherzando con il fuoco, con le vite della gente. La disperazione ormai è più pericolosa del Covid. In Usa hanno stanziato 5000 miliardi e in Europa ancora stiamo capendo come avere i vaccini. A me hanno detto che lo farò tra due mesi. Devono stampare gli euro! Ci siamo rotti! Pensavo che Draghi fosse meglio e invece è peggio degli altri. Per l'epidemia di spagnola è stata gestita meglio. L'Italia è basata sulla piccola impresa, imprese familiari che moriranno tutte se continuano così. E pensate che la gente rimarrà buona buona in casa mentre muore di fame?», chiede concludendo Vissani.

 

Il pianto di Lorena

«Ormai lavoro per un euro all'ora. Gli investimenti di una vita erano nel mio bar». Lorena, 62 anni, è in lacrime e in ginocchio davanti al cordone della polizia alla manifestazione dei commercianti a Montecitorio e ad un certo punto uno degli agenti si accovaccia vicino a lei per consolarla ed aiutarla a rialzarsi. «Sono qui per me e per i miei figli. Noi siamo come voi - dice la donna agli agenti - Non siamo negazionisti vogliamo solo lavorare e poter riaprire». Lorena, che ha «investito tutti i suoi soldi nel suo bar a Bologna aperto 15 anni fa» spiega che la sua è disperazione: «ero qui per una protesta che non perdesse il rispetto delle istituzioni, io ci credo ancora ma dovete ascoltarci», dice dimostrando forza nonostante le lacrime dietro gli occhiali. 

 

Lo sciamano

È venuto a manifestare davanti a Montecitorio indossando lo stesso cappello dello sciamano Jake Angeli, noto per l'assalto al Campidoglio Usa, perché - dice - «bisogna far fare il giro del mondo a questa manifestazione, così come è successo negli States». Ermes, 51 anni, è un ristoratore modenese che ha una figlia di 20 anni e che dice di essere «aperto da gennaio, perché da un anno non è cambiato nulla, nonostante tutte le chiusure». E con il volto truccato con i colori della bandiera italiana aggiunge: «Siamo esasperati. Nessuno ci ha mai ascoltato. Mi sono dovuto vestire da pagliaccio per attirare l'attenzione. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti. Ho dovuto pagare gli strozzini per pagare i dipendenti».

Gli scontri

Un taglio sul sopracciglio, provocato dal lancio di un oggetto. Un poliziotto è stato ferito al volto, durante la manifestazione a piazza Montecitorio di diverse categorie di esercenti, dai ristoratori ai proprietari di palestre, che chiedono la riapertura delle attività. L'agente ha ricevuto una prima medicazione a Palazzo Chigi, sede del governo, ora verrà però portato in ospedale per un controllo più accurato.

Prima i cori buffoni e libertà poi il lancio di un fumogeno e di alcuni oggetti, infine il tentativo di sfondare il cordone delle polizia davanti alla Camera. Le forze dell'ordine hanno respinto i manifestanti che stavano rovesciando le transenne che circondano la piazza. Alcune persone sono state fermate. Altre hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell'ordine, ma sono state respinte. Il manifestante con il copricapo di pelo e le corna - e il viso dipinto col tricolore italiano - ricordava quello reso celebre dall'assalto al Parlamento statunitense a inizio anno. In precedenza in piazza Montecitorio aveva preso la parola al microfono, tra gli altri, il deputato di Forza Italia Vittorio Sgarbi. Molti dei presenti non indossano la mascherina.

 

 

«Siamo imprenditori, non delinquenti». È quanto urlano ai megafoni in piazza Montecitorio i commercianti e ristoratori che manifestano chiedendo riaperture. Al grido «libertà», decine di persone si sono avvicinate al cordone delle forze dell'ordine con le mani alzate, intonando cori e chiedendo di potersi avvicinare a Palazzo Chigi. In piazza si alternano momenti di tensione a slogan contro il governo.

 

Anche CasaPound in piazza

 

Anche tanti militanti di CasaPound in piazza Montecitorio oggi a Roma si sono uniti alla protesta dei ristoratori di ioapro, ancora in corso davanti alla Camera, dove ci sono stati diversi momenti di tensione. «Siamo qui - spiega Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi intervenuto dal palco - per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi ad una gestione criminale dell'emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona. Noi siamo al loro fianco e non solo a parole, ed anche se è politicamente scorretto sostenere chi non ha intenzione di sossostare alle folli imposizioni del governo, crediamo che sia assolutamente necessario ed inevitabile ribellarsi a Dpcm, già dichiarati incostituzionali dai giudici, che calpestano il diritto al lavoro. Quella di oggi è una protesta sacrosanta come lo è la loro rabbia. Non intendiamo vedere il nostro popolo - ha concluso Marsella - morire un Dpcm alla volta».

 

Manifestazioni a Milano

 

Circa cento mezzi stanno bloccato via Vittor Pisani, davanti alla Stazione Centrale di Milano per una manifestazione indetta dalla sigla Euro Imprese contro le restrizioni imposte dalla normativa anti-Covid. All'iniziativa partecipano oltre 200 persone per lo più ambulanti. Da quanto si è saputo gli organizzatori vorrebbero sfilare in corteo per le vie della città. A poche centinaia di metri in via Galvani all'altezza di Palazzo Lombardia invece sta protestando, per chiedere una ripresa delle attività, un gruppo di 60 lavoratori impiegati nel settore dei bus turistici. In questo caso i manifestanti chiedono di aver un confronto con un rappresentante della Regione Lombardia. Infine, fuori da Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale lombardo, si sono riuniti in un sit-in di protesta una quarantina di dipendenti di Alitalia.

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 7 Aprile 2021, 08:19
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