Lady Gucci torna libera, la Procura: «Non è più pericolosa»

Delitto Gucci, Patrizia Reggiani torna libera: era stata condannata a 26 anni

È da oggi una donna completamente libera Patrizia Reggiani, condannata a 26 anni per l'omicidio del marito Maurizio Gucci, ucciso a colpi di pistola nel 1995 nella centralissima via Palestro a Milano. Il giudice di Sorveglianza Roberta Cossia non ha infatti applicato, come chiesto dal suo difensore Danilo Buongiorno, i tre anni di libertà vigilata che le rimanevano da scontare. Anche la Procura aveva dato parere favorevole alla revoca della misura.
 
 


L'udienza davanti al giudice di Sorveglianza si era tenuta quattro giorni fa e la Procura aveva dato parere favorevole a non applicare i tre anni di libertà vigilata in quanto riteneva che non ci fosse più la «pericolosità sociale» per la vedova Gucci. «Mi sento molto sollevata e non avendo capito un tubo, non sapevo nemmeno ci fossero altri tre anni», aveva detto dopo l'udienza. «Male - aveva risposto ai giornalisti che le chiedevano come stava - ho avuto un'operazione alla gamba e ho difficoltà a muovermi». Come sono stati questi ultimi anni di libertà? Le era stato chiesto: «Bellissimi ma io stavo bene anche prima, al Victor Residence», aveva risposto ricordando la sua definizione del carcere di San Vittore, dove ha trascorso 17 anni. 

Patrizia Reggiani «ha dichiarato di impegnarsi a risarcire integralmente i danni alle parti civili» nel momento in cui riceverà le somme che le sono riconosciute dalla sentenza emessa dalla Corte di Appello di Milano civile che le assegna un vitalizio di un milione al mese (più gli arretrati pari a 23 milioni) sulla scorta di un accordo che la donna firmò nel '93 con Maurizio Gucci e che, per i giudici civili, non è inficiato dalla condanna per l'omicidio dell'imprenditore. La promessa era stata fatta durante l'udienza davanti al giudice di Sorveglianza e, unita ad altri elementi, ha fatto sì che sia stata dichiarata «cessata» la sua pericolosità e quindi siano venuti meno i tre anni di libertà vigilata prevista.

«Alla luce della personalità della condannata, del percorso intramurario ed extramurario effettuato - scrive il giudice Roberta Cossia -, dell'attività lavorativa prestata con impegno e disponibilità, della natura dei reati in espiazione (maturati in un contesto di gelosia ossessiva irripetibile), commesso in epoca ormai risalente, trattandosi di un fatto del 1997, dell'assenza di precedenti penali e di procedimenti penali pendenti, nonché in particolare dell'impegno assunto dalla condannata» nel corso dell'udienza, «si dichiara cessata la pericolosità sociale» della Reggiani.

Lunedì 20 Febbraio 2017, 16:51
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