Lockdown o zone rosse? Governo al bivio per contrastare le varianti. La strategia: chiusure mirate con preavviso
di Alessandra Severini

Lockdown o zone rosse? Governo al bivio per contrastare le varianti. La strategia: chiusure mirate con preavviso

No a un lockdown nazionale ma zone rosse mirate e accelerazione del piano di vaccinazioni. Il governo guidato da Mario Draghi dovrà affrontare il nemico più difficile, quel virus che oggi attraverso le varianti ormai diffuse in tutta Italia (ieri ne è stata scoperta una nuova a Napoli), rischia di portare ad una nuova impennata dei contagi. Nella strategia del premier verrebbe mantenuto il sistema di fasce gialle, arancioni e rosse già in atto, non tanto per regioni ma per territori. Zone rosse laddove si individuano focolai delle nuove varianti, più aggressive e contagiose. Come accadrà per esempio da oggi e fino almeno al 24 febbraio in Lombardia, nei comuni di Bollate (Milano), Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese) dove scatteranno le restrizioni da zona rossa (chiusi scuole e negozi si può uscire di casa solo con una motivazione valida e certificata). Altre decisioni potrebbero arrivare venerdì con i nuovi dati.

 

Leggi anche > Galli: «Ho il reparto invaso dalle varianti, servono zone rosse mirate»

 


Sarà una cabina di regia di ministri a raccogliere le indicazioni di tecnici e scienziati e valutare i nuovi provvedimenti confrontandosi con tutto l'esecutivo. Per evitare il caos e le proteste causate dalla proroga in extremis della chiusura degli impianti da sci, si tenterà di comunicare le ordinanze di chiusura e gli altri provvedimenti almeno 4 giorni prima, per dare il tempo ai comparti coinvolti dalle chiusure di organizzarsi. Gli scienziati del Comitato tecnico dovranno comunicare soltanto con un gruppo di ministri tra cui quelli per la Salute e per le Autonomie. Prima di adottare le misure restrittive verrà inoltre valutato il loro impatto sui vari comparti, dal turismo al commercio, Su un binario parallelo l'obiettivo è accelerare il piano di vaccinazioni aprendo punti vaccinali anche in caserme e palestre e coinvolgendo militari e personale della Protezione civile.
Oggi è atteso il voto di fiducia al Senato. I numeri sono tutti dalla parte di Draghi che dovrebbe raggiungere facilmente quota 250. Sicuri sono i 17 no di Fdi, e quelli di Fattori e Nunes (ex M5s ora in Leu), mentre è incerta ancora la quota di senatori ribelli 5 stelle che potrebbero anche semplicemente decidere di astenersi.

 


riproduzione riservata ®


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 17 Febbraio 2021, 10:48
© RIPRODUZIONE RISERVATA