Decreto Draghi, no lockdown ma restano le zone: nelle rosse visite ai parenti vietate. E i contagi non calano
di Simone Pierini

Decreto Draghi, no lockdown ma restano le zone: nelle rosse visite ai parenti vietate. E i contagi non calano

Nessun lockdown nazionale e nessuna zona arancione per tutti, almeno per ora. Ma la prima decisione assunta dal governo Draghi - approvata ieri al termine di un'ora e mezza di consiglio dei Ministri - mostra una stretta rispetto alle precedenti misure di contenimento del virus.

 

SPOSTAMENTI E VISITE

 

Confermata la proroga allo stop agli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo, c'è una novità sulla visita a parenti e amici, fino ad oggi permessa per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni): in zona rossa ora sarà vietato. Resta quindi ammesso per chi vive in zona gialla e arancione (in questo caso solo all'interno dello stesso Comune) ma non nelle aree sottoposte a chiusure più rigide. La politica proseguirà quindi nel segno del rigore contro il virus. Accantonata per ora la possibilità di un lockdown di un mese la strada è quella di misure veloci e chirurgiche: mini zone rosse immediate in caso di esplosione del contagio (e di varianti) in Comuni e Province. Cambio di strategia anche per la comunicazione: un portavoce per il Cts e maggiore moderazione nei toni.

 

RISTORANTI E TEATRI, CHI VUOLE RIAPRIRE

 

Fuori dalle stanze però Salvini insiste su nuove aperture. «I ristoranti devono poter lavorare anche la sera», invoca il leader della Lega, allargando il campo anche ad altri contesti: «Con estrema cautela e prudenza, ma serve un graduale ritorno alla vita, riaprendo in sicurezza, palestre, piscine, teatri e oratori». Ci spera anche il ministro della Cultura Dario Franceschini. «Vorrei che noi fossimo il primo Paese d'Europa a riaprire», ammette parlando di cinema e teatri consigliando come andare verso questa direzione: «Biglietti nominativi, mascherine Ffp2, distanziamento e tracciabilità delle persone».

 

I CONTAGI 


Sul fronte dei contagi ieri è stato registrato il peggior lunedì da oltre un mese: 9.630 casi positivi con 170mila tamponi, oltre duemila in più rispetto alla settimana scorsa quando i test furono quasi 180mila. Altri 274 i decessi, in aumento anche i ricoveri: sono 351 in più i posti letto occupati nei reparti ordinari e 24 in più in terapia intensiva.

 


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Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Febbraio 2021, 10:40
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