CAPITANO CORAGGIOSO

CAPITANO CORAGGIOSO

Michela Greco
ROMA - Re di Roma e, allo stesso tempo, suo prigioniero. Baciato da un dono ma angosciato dal tempo che passa e minaccia di rosicchiargli via tutto, a partire dall'identità. Tra commedia, dramma, epica sportiva, film romantico e addirittura western (in quella sfida lanciata a Spalletti: «Vediamo da che parte sta Roma»), l'attesa serie tv su Francesco Totti Speravo de mori' prima, diretta da Luca Ribuoli, è qualcosa di più, e di diverso, dal classico biopic. Da venerdì in 6 episodi su Sky e Now Tv, la serie che ruba il titolo a un geniale striscione srotolato all'Olimpico nel giorno dell'addio del campione - si concentra sull'ultimo anno e mezzo della carriera del Pupone aprendo le porte di casa sua e dello spogliatoio. Mostrando i retroscena con la moglie Ilary (Greta Scarano), mamma Fiorella e papà Enzo (Monica Guerritore e Giorgio Colangeli), e il conflitto con il suo ultimo allenatore, Luciano Spalletti (Gianmarco Tognazzi). A portare sulle spalle la responsabilità di incarnare la leggenda è Pietro Castellitto, perfetto nel dosare determinazione, fragilità e quell'ironia tutta romana. E capace di sorprendere lo stesso capitano giallorosso: «Rivedendomi nella serie ho scoperto cose che non conoscevo del mio carattere», ha detto in un videomessaggio in diretta dallo stadio Olimpico.
Castellitto, come ha affrontato questa sfida gigantesca?
«L'obiettivo di tutti noi era creare una maschera che lo evocasse, anziché imitarlo, e che lo stupisse. Ho cercato la sua essenza».
Vi siete incontrati sul set? Le ha dato consigli?
«Ho passato la maggior parte delle mie domeniche seduto su queste seggiole azzurre ad ammirare le imprese di Totti, ma non lo avevo mai conosciuto di persona fino a questa serie. È venuto un paio di volte sul set, ma il mio vero incontro con lui è stato il primo, a pranzo alla Villetta, un ristorante sull'Aventino. Tutte le domande che gli ho fatto erano calcistiche e lui mi ha risposto con notevolissime doti oratorie. Con lui non ho mai fatto l'attore, ma solo il tifoso della Roma, non mi ha dato consigli perché non glieli ho mai chiesti».
Totti ha visto la serie? Come ha reagito?
«Lui e Ilary ci hanno chiesto di raggiungerli per vederla insieme. Ero seduto dietro di loro, assistevo alle loro reazioni e mi sono sembrati toccati, partecipi, curiosi».
Com'è andata la preparazione dal punto di vista fisico?
«Ho incrementato la mia dieta del 300%, nel senso che mangiavo 3 volte quello che mangiavo prima, e ho preso 8 chili. Ma la cosa più complicata è stata riuscire a evocare l'essenza di Totti restando nei paletti della narrazione».
Come andrà avanti Castellitto attore e regista?
«Ho fatto un film unico come Freaks Out, ho esordito a 27 anni con I predatori e poi mi sono ritrovato protagonista di una serie su un mito della mia giovinezza. Ora vorrei concentrarmi sulla scrittura».
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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Marzo 2021, 05:01
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