Concessioni demaniali, gli operatori balneari ricorrono al Tar contro il rinnovo per un anno

Concessioni demaniali, gli operatori balneari ricorrono al Tar contro il rinnovo per un anno

IL CASO
Inizia con il dente avvelenato la stagione balneare sul lungomare di Latina. A partire da domani, primo aprile, gli operatori balneari potranno iniziare ad allestire le strutture della Marina in vista della data ics di riapertura al pubblico, incognita legata all'andamento della pandemia Covid e alle relative decisioni del Governo. Ma entro il 5 aprile la querelle sulla Bolkestein riprenderà con le carte bollate.
Annunciati ricorsi a raffica contro la determinazione di inizio febbraio 2021 con la quale il Comune del capoluogo pontino ha concesso una proroga tecnica, per la durata di un anno anziché fino al 2033, in favore dei 21 concessionari con titoli demaniali marittimi scaduti il 31 dicembre 2020. Sono 17/18 gli operatori balneari, sui 21, che hanno adito le vie legali per chiedere al Tar l'annullamento dell'atto amministrativo, firmato dal dirigente Giuseppe Bondì. Si tratta della quasi totalità, considerando che tra i due titolari che non intendono impugnare la determinazione uno è il Comune stesso. Invece, la società che gestisce l'hotel Miramare sarebbe pronta a promuovere un doppio ricorso, uno diretto per il tratto di arenile davanti all'albergo di cui è concessionaria e l'altro, da studiare, per un'altra spiaggia di cui è concessionaria la Provincia di Latina - che gestisce da anni attraverso un bando pubblico per un project financing di durata 30enneale. Gli operatori balneari interessati ad impugnare l'atto del Comune si sono rivolti a due studi legali di area Confindustria. In questi giorni il deposito dei diversi ricorsi finalizzati al recupero dell'aspettativa di attività economica fino al 2033.
LA QUERELLE
Il tema è caldo, anzi rovente: la recente normativa italiana ha introdotto per ragioni di rilancio economico la possibilità di rinviare al futuro la messa a bando delle concessioni demaniali marittime prevista a livello comunitario dalla direttiva Bolkestein. Si tratta della legge finanziaria 145 del 30 dicembre 2018 che ha previsto l'estensione della durata dei titoli fino al 2033 e del cosiddetto decreto rilancio del 2020 che ha ribadito il concetto andando ad inibire gare imminenti. Un'opportunità da cogliere al volo secondo numerosissime amministrazioni comunali dei centri rivieraschi del Belpaese. Ma non mancano le eccezioni. E' il caso di Latina. La giunta del sindaco Coletta a fine dicembre scorso, attraverso una deliberazione, ha argomentato sostenendo che la gara rappresenta lo strumento giuridicamente corretto ai fini della assegnazione delle concessioni stesse nel rispetto del principio della concorrenza secondo le prescrizioni della legge comunitaria. Dunque, il Comune ha concesso la proroga per un solo anno, eventualmente rinnovabile qualora non arrivi un chiarimento normativo e non cessi l'emergenza pandemica. La scelta è stata supportata dal parere dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, inviato al sindaco di Latina nel dicembre 2020, in cui si evidenzia la necessità di procedere agli affidamenti delle concessioni mediante lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica'. Il Comune di Latina ha commentato ieri aspramente Massimo Perin di Assobalneari ha emesso un atto amministrativo senza citare la normativa italiana che stabilisce l'estensione fino al 2033.
Rita Cammarone
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 31 Marzo 2021, 05:05
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