Il sangue di San Gennaro si è sciolto a metà per Papa Francesco nel Duomo di Napoli durante la sua visita in città. «San Gennaro vuole bene al Papa e a Napoli» ha esultato il cardinale Crescenzio Sepe. Ma in quel momento il Pontefice ha commentato: «Si vede che il santo ci vuole a metà e dobbiamo convertirci tutti affinché ci voglia bene di più».
Si tratta di un accadimento storico poiché è la prima volta che il sangue del martire campano si scioglie davanti a un successore di Pietro (salvo la leggenda, basata su una vox populi, del prodigio davanti a Pio IX).
Papa Francesco, acclamato dalla folla, è entrato nella cattedrale di Napoli alle 15. Sull'altare è stato subito esposto il reliquiario contenente il sangue di San Gennaro, che il Pontefice ha maneggiato al termine del suo incontro, benedicendo la folla.
Momenti di grande simpatia e spontaneità nel Duomo, fin dai primi istanti. In cattedrale ad accogliere Francesco erano presenti 66 suore di clausura. «Le ho lasciate uscire per incontrarla» ha spiegato l'arcivescovo di Napoli. Il porporato non ha fatto in tempo a concludere che le claustrali hanno accerchiato letteralmente il Papa e gli hanno fatto festa intorno. «Sorelle dopo», ha contenuto scherzosamente l'entusiasmo delle suore Sepe.
«Chi chiacchiera è un terrorista, che butta bombe e distrugge gli altri» ha tuonato infine il Pontefice contro l'atteggiamento di chi mette zizzania attraverso le chiacchiere. E non le ha mandate a dire: «Il diavolo - ha spiegato - ci tenta sempre con gelosie, invidie, lotte interne, antipatie. Tante cose che non ci aiutano a fare una vera fratellanza se noi diamo testimonianza di divisione».
E la precisazione: «Mi permetto di parlare di terrorismo delle chiacchiere perchè quello che chiacchiera è un terrorista che butta una bomba e distrugge». Francesco, per spiegare il concetto tanto forte,è ricorso ad una iperbole: «Almeno facesse il kamikaze», intendendo il terrorista che con la sua azione distrugge se stesso, «ma le chiacchiere distruggono gli altri» ha insistito Francesco che ha invitato a dire ciò che non va «in faccia alla persona. Sennò lo dici ad una persona che può rimediare. Le chiacchiere sono il terrorismo della fraternità diocesana, sacerdotale, di tutta la comunità religiosa».
Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Marzo 2015, 16:41
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