Crimea, colpi di avvertimento della Russia alla Royal Navy. Mosca: «Violate le nostre acque»

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Alta tensione nel Mar Nero. Il ministero della Difesa russo ha denunciato la «provocazione» di una nave della Royal Navy, il cacciatorpediniere HMS Defender, colpevole di essere penetrata «per tre chilometri» all'interno delle acque territoriali russe nei pressi di Capo Fiolent, nella contesa penisola crimeana. E solo dopo l'intervento di una motovedetta e di un bombardiere SU-24M, con «colpi di avvertimento» sparati da entrambi, il vascello britannico avrebbe corretto la rotta. Londra, dal canto suo, ha ufficialmente smentito che i russi abbiano aperto il fuoco. Circostanza però confermata in seguito da un reporter della Bbc che si trovava a bordo - il che aggiunge una patina di giallo all'incidente. Il mistero comunque per Mosca non c'è. Tanto che ha convocato al ministero della Difesa l'attaché militare britannico in segno di protesta e l'ambasciatore al dicastero degli Esteri. Una doppietta pesante, nel quadro della simbologia diplomatica.

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Le azioni della HMS Defender sono state bollate come «pericolose» nonché «una violazione della Convezione Onu sulle leggi del mare del 1982» ed è stato chiesto alla Gran Bretagna «un'indagine» per far sì che tutto ciò non si ripeta in futuro. L'ironia, per così dire, sta nel fatto che la giornata si è aperta con un duro monito del ministro della Difesa Serghei Shoigu. «Nel complesso - ha detto prendendo parte alla IX conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale - la situazione ai confini con l'Europa è esplosiva e richiede misure specifiche per la de-escalation». Il problema, come sempre, sta nelle attività della Nato e l'aumento di uomini e mezzi «lungo la linea di contatto». Ovvero alle frontiere. Tra le proposte russe per allentare le tensioni c'è quella di «spostare le aree delle esercitazioni lontano dai confini» e «migliorare il quadro giuridico per prevenire gli incidenti tra gli equipaggi di aerei e navi». Insomma, il tema dei rapporti con Ue e Nato, specie per quanto riguarda le frizioni nelle aree calde, come il Baltico e appunto il Mar Nero, era già all'ordine del giorno. La 'coincidenzà del caso Defender non fa che portare acqua al mulino del Cremlino.

 

 

«Non possiamo non essere preoccupati per il continuo aumento delle capacità militari e delle infrastrutture della Nato vicino ai confini russi, così come il fatto che l'alleanza si rifiuta di considerare in modo costruttivo le nostre proposte sulla de-escalation e la riduzione del rischio d'incidenti imprevedibili», ha dichiarato Vladimir Putin proprio oggi. Ma Londra, dal canto suo, smorza. La Defender, nella versione britannica, «stava conducendo un innocente transito in acque territoriali ucraine - l'annessione della Crimea non è riconosciuta dalla comunità mondiale, ndr - nel rispetto del diritto internazionale».

Di colpi di avvertimento, poi, nemmeno l'ombra. «Come di routine, le navi russe hanno seguito il suo passaggio e la nave è stata messa al corrente di esercitazioni di addestramento nelle sue più ampie vicinanze», recita la nota di Londra in un'allusione ai possibili colpi di avvertimento annunciati da Mosca. «Nulla è stato sparato nella direzione della HMS Defender e noi non riconosciamo l'affermazione che siano stati sganciati ordigni lungo la sua rotta». Ma a smentire, in parte, le dichiarazioni ufficiali britanniche ci ha pensato il giornalista della gloriosa emittente statale, Jonathan Beale. I colpi sparati dalle forze russe ci sono stati e sono stati distintamente uditi a bordo, ha testimoniato, precisando che l'equipaggio ha vissuto «momenti di tensione» ed è stato posto in stato di «massima allerta» in quei minuti.

Beale ha anche spiegato che le unità russe hanno compiuto una serie di manovre per costringere il Defender a modificare la propria rotta che, al momento dell'incidente, era entro le 12 miglia delle acque territoriali della Crimea. Non solo. Dopo il ritorno della nave in acque internazionali i caccia russi hanno continuato a sorvolarla a bassa quota, per sorvegliarne il cammino. Germania e Francia, intanto, spingono per rivedere la strategia Ue sulla Russia e pensano ad un summit sullo stampo del vertice Putin-Biden di Ginevra. Angela Merkel, appoggiata da Emmanuel Macron e dopo averne discusso a quanto riferiscono fonti europee anche con il premier Mario Draghi, vorrebbe invitare il presidente russo a colloquio con i leader Ue, convinti della necessità di dialogare con Mosca come fanno Usa e Nato.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Giugno 2021, 10:10
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