Teatro Quirino di Roma, 150 anni celebrati con i grandi: Lavia, Haber, Quattrini. Il direttore Gleijeses: «I primi a presentare il cartellone»
di Giancarlo Leone

Teatro Quirino di Roma, 150 anni celebrati con i grandi: Lavia, Haber, Quattrini. Il direttore Gleijeses: «I primi a presentare il cartellone»

Il primo teatro a presentare il suo cartellone per la stagione 2020-2021 – quella del centocinquantenario – illustrato da Geppy Gleijeses e Guglielmo Ferro, è stato (il 14 luglio 2020)  il Quirino, che può vantare, per l’appunto 150 di vita.

Si ricomincia dal 22 dicembre, con un titolo che può essere, a detta di Gleijeses, di buon auspicio: Il malato immaginario di Molière con Emilio Solfrizzi e la regia di Guglielmo Ferro.

Questa stagione si presenta molto ricca e piena: ricca perché i titoli in cartellone, tra novità e recuperi, ben 16 spettacoli sono veramente importanti e piena perché in programma figurano nuovi volti acquisiti dalla direzione artistica. Tra gli spettacoli più interessanti e significativi della stagione, dal 12 al 17/01/2021 la ripresa di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee che vede protagonisti Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci; dal 2 al 7/02, Tartufo di Molière, con Giuseppe Cederna, Vanessa Gravina, Roberto Valerio, che cura anche la regia; non è facile vederlo in un teatro di prosa come il Quirino, ma nella prossima stagione ci sarà anche lui: Maurizio Micheli (“Di solito io faccio il comico, ma qui ci troviamo di fronte ad una tragedia. Cercherò di non sfigurare") che, con Geppy Gleijeses e Lucia Poli sarà protagonista di Servo di scena di Ronald Harwood, dal 2 al 14/03.

Si ride con uno spettacolo ormai diventato un cult, un cavallo di battaglia fin dal 1987, che vide tra i primi protagonisti Johnny Dorelli:  Se devi dire una bugia dilla grossa, di Ray Cooney, con la regia originale di Pietro Garinei e la nuova messa in scena di Luigi Russo, che vedrà protagonisti dei veri pezzi da 90 del nostro teatro, ossia Antonio Catania, Ninì Salerno, Gianluca Ramazzotti, Paola Quattrini e una novità per le scene teatrali, Paola Barale (“Non pensavo fosse così difficile fare una commedia. Non sapevo di tutte le problematiche che potevano esserci dietro un progetto così grande. Per me è la prima volta e lavorando con degli attori molto bravi, preparati e talentuosi sembrava tutto molto semplice. Mi sono impegnata molto, ma mi dovrò impegnare ancora molto perché è un ruolo molto lontano da quello che sono io. Mi diverto molto ad interpretare Susanna Rolandi, che nella commedia è l’amante di Antonio Catania, con il quale ho riso tantissimo”), dal 16 al 28/03.

Interessante e complicato, ma affascinante il Processo a Gesù, di Diego Fabbri, dal 30/03 al 4/04, che vedrà protagonisti Paolo Bonacelli e Marilù Prati per la regia di Gleijeses; mentre Alessandro Haber (“Loman non è un uomo simpatico, è superficiale, insoddisfatto, in preda a continui cambi d’umore. E’ un personaggio che mi strazia ma anche un ruolo che mi coinvolge, un lavoro terribilmente attuale”) si cimenterà nel ruolo di Willy Loman in Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, per la regia di Leo Muscato, dal 20/04 al 2/05, Gabriele Lavia metterà in scena, con pochi attori, lui che era abituato ad avere in scena tanti protagonisti, un nuovo lavoro, dall’11 al 23/05, Le leggi della gravità, tratto dal romanzo di Jean Teulé, “Le lois de la gravité”. A chiudere la stagione, dal 25 al 30/05, Musicanti, Pino Daniele in musical, per la regia di Maurizio Casagrande. Una stagione da vivere intensamente.
Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Luglio 2020, 22:44
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