Il vigile urbano che ha bloccato le auto per far attraversare un vecchietto: «Non ci ho pensato nemmeno un secondo»
di Alessia Strinati

Il vigile urbano che ha bloccato le auto per far attraversare un vecchietto: «Non ci ho pensato nemmeno un secondo»

Ha 29 anni Ivan Gianni Podda, è stato assunto nel corpo della Polizia Municipale di Roma Capitale da appena un anno, è in servizio presso il I Gruppo “ex Trevi”. Ha uno spiccato senso del dovere e un grande entusiasmo per il lavoro che svolge. Proprio l'entusiasmo di questo giovane agente ha colpito Roma e i suoi cittadini per un gesto, non sempre così banale e scontato, tanto che lo stesso comandante del Corpo di Polizia Locale ha diramato un comunicato stampa sull'episodio.

Roma, vecchietto terrorizzato dal traffico: il vigile urbano blocca le auto e lo aiuta ad attraversare



L'agente Podda è stato immortalato qualche giorno fa mentre era in servizio in Viale Aventino e, nel mezzo del suo lavoro, ha aiutato un signore anziano, spaventato dal traffico frenetico della città, ad attraversare la strada. Il giovane poliziotto racconta la sua vita: «Ho una compagna, non ho figli, ma ho 3 fratelli, di cui uno di 8 anni, quindi è come se fossi un po' papà visto che è un bambino piccolo». Sardo di origine, dal 2001, insieme a tutta la sua famiglia, si è trasferito a Roma, nel quartiere Garbatella dove tutt'ora vive: «Quando sono arrivato in questo quartiere Roma era nel clou dei festeggiamenti dello scudetto», racconta, «io sono di Cagliari, e tifo Cagliari, ma da quel giorno sono diventato un simpatizzante della Roma».

L'agente racconta cosa è successo la mattina in cui è stato fotografato, spiegando di essere in servizio insieme ad altri 3 colleghi nella zona di Viale Aventino: «C'era un blocco importante del traffico, quell'incrocio è piuttosto impegnativo, così siamo stati chiamati a gestire la viabilità. Si consideri che erano anche le 11 circa del mattino, un orario di punta molto intenso per il traffico». Podda spiega che quel tratto di strada da attraversare è piuttosto lungo e che persone con scarsa e ridotta capacità motoria possono faticare a percorrerlo con la luce del semaforo verde o giallo e il rischio è che scatti il rosso mentre sono ancora nel mezzo dell'attraversamento, con tutte le conseguenze che può comportare. «Può capitare che un automobilista nella frenesia si metta a suonare o si spazientisca, questo può causare agitazione nelle fasce più deboli, come un anziano o un invalido». Quella mattina la situazione era frenetica, come spesso accade, e l'agente ha notato la persona anziana in procinto di attraversare: «Non ci ho pensato nemmeno un secondo, mi sono avvicinato a lui e l'ho aiutato a percorrere quel tratto di strada piuttosto lungo. Si è trattato per me di un gesto naturale, lo avrei fatto anche da comune cittadino, in questo caso avere una divisa mi ha aiutato a gestire meglio il traffico, a far aspettare gli automobilisti, per permettere a una persona in potenziale difficoltà di procedere serenamente».

Poi Podda tiene a precisare: «Si tratta di un gesto normale, per noi agenti». Una normalità però che non sempre si è abituati a vedere. Il suo è stato un gesto che, in effetti, dovrebbe essere comune, non solo tra le forze dell'ordine, ma anche tra i comuni cittadini. Un gesto di gentilezza gratuita, appunto, che però purtroppo non è più da considerarsi così scontato. Facendogli notare questo dettaglio il giovane agente replica deciso: «Come poliziotto posso dire che io e i miei colleghi ogni giorno svolgiamo il nostro dovere aiutando i cittadini, soprattutto i più deboli come bambini, anziani, invalidi, a districarsi nel traffico, come cittadino, mi rendo conto che simili gesti non sono così scontati e non accadono sempre». Podda ha uno spiccato senso del dovere e anche un forte senso di appartenenza alla sua divisa: «Sono entusiasta del lavoro che svolgo. Quando indosso la divisa, Ivan non esiste più, per me c'è il bene dei cittadini prima di tutto. Appartenere alla Polizia Locale significa rappresentare Roma e io cerco di farlo al meglio».

La poca pazienza e la frenesia imperante dei giorni d'oggi è confermata dallo stesso agente. Come hanno reagito gli automobilisti a questo improvviso, ulteriore, rallentamento? «Qualcuno ha suonato, sì. Ma c'è da dire che dalle retrovie delle file non si vedeva bene cosa accadeva, poi rendendosi conto che c'era un cappello bianco hanno pazientato, hanno capito».

Che Podda sia sicuramente un bravo agente di polizia lo dimostra l'entusiasmo nel parlare del suo lavoro: «Capisco che fosse l'ora di punta e che tutti hanno sempre molto da fare, Roma non è una città facile, ma quello è il nostro compito, saper dire di dover aspettare, perché qualche minuto non cambierà la giornata a nessuno». L'agente conclude parlando del suo impegno e di quello dei suoi colleghi. La polizia locale nella città di Roma è quasi sempre correlata alle multe. Gli agenti sono visti come spauracchio dai cittadini che in una città tentacolare come è la Capitale, si trovano talvolta a infrangere le norme del codice della strada, venendo di conseguenza sanzionati. Podda ne è consapevole, ma precisa: «Mi rendo conto che per molti cittadini noi siamo solo quelli che fanno le multe, ma non è così. Io non ho mai esitato a buttarmi in strada, è il mio dovere come agente, ma lo era prima ancora che mettessi la divisa come cittadino».

Ed è proprio questa la chiave di volta di tutta la storia: il senso civico. Un concetto talmente semplice, a volte banale, da essere caduto nel dimenticatoio. Perché se è vero che l'operato dell'agente Podda è stato ammirevole, lo è altrettanto il fatto che sia diventato una rarità. Non dovrebbero essere solo le forze dell'ordine ad aiutare i più deboli, non almeno in questioni di semplice vita quotidiana. Dovrebbero tutti i cittadini riesumare il loro senso civico, di solidarietà verso le persone più deboli. Praticare gentilezza gratuitamente non è un dovere dettato dalla divisa, come ci insegna questo giovane agente, ma dovrebbe essere un piacere per tutti e un insegnamento da tramandare di padre in figlio.
Domenica 26 Maggio 2019, 08:42
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